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Attualità | 09 aprile 2021, 18:30

“Casette con roulotte equiparate alle seconde case ma da 5 mesi ci è impedito di raggiungerle”

La denuncia di alcuni villeggianti che si sentono danneggiati e intendono ricominciare ad usufruire delle strutture

Alcuni villeggianti di una località turistica del Vco residenti in Lombardia non riescono a raggiungere da oltre 5 mesi le loro casette con roulotte, neanche per verificarne lo stato. Il gruppo di proprietari sostiene, sulla base di pareri autorevoli, che siano equiparate alle seconde case e che sia loro diritto raggiungerle, ma informazioni contrastanti arrivate da altri interlocutori li hanno fatti finora desistere. Per questo chiedono chiarezza sull'interpretazione delle norme dettate dal Dpcm e promettono un azione legale.

Dopo aver contattato il prefetto del Vco e chiesto consulto ad un legale erano infatti convinti di poter raggiungere le strutture nel pieno rispetto della legge, ma il campeggio e l'ufficio turistico regionale hanno risposto che la cosa non era possibile. I villeggianti  proprietari delle roulotte si sentono quindi danneggiati e vogliono rivalersi sul campeggio per “i mesi non goduti e eventuali danni materiali alle unità abitative” e manifestano l'intenzione di ricominciare ad usufruire a breve delle proprie casette.

Di seguito la mail inviata alla redazione dal gruppo dai villeggianti.

Siamo residenti in Lombardia e proprietari esclusivi di strutture composte da roulotte annesse a casette in legno, (Beni mobili non registrati), posti in campeggio stanziale annuale ,sito in montagna, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola ( Piemonte) a cui paghiamo un affitto annuale di piazzola. Le nostre unità sono variamente composte anche se simili tra loro (in linea di massima, piccola cucina, disimpegno, bagno e stanzette da letto) , allacciati alla rete idrica e fognaria (tutto rigorosamente conforme alle disposizioni in materia della Regione Piemonte) ,che ne fanno la nostra unità abitativa alternativa  regolarmente del fine settimana ed in generale dei periodi in cui non abbiamo impegni .Facciamo presente che alcuni di noi più liberi trascorrono più giorni l'anno nella seconda abitazione rispetto alla prima, e che in esse lasciamo parte dei  nostri effetti personali e delle nostre proprietà  in modo stabile.

In seguito al DPCM del 14-1-21 e reiterato dal decreto del 15-3-21 che danno  la possibilità ai proprietari di c.d. (cosiddette) seconde case di potersi spostare tra regioni e anche in zona rossa per raggiungerle, abbiamo cominciato ad informarci se avremmo potuto ricadere nella casistica, in quanto il DPCM cita non solo le seconde case di proprietà secondo termine standard ed affittuari in senso generico di unità abitativa  non ben specificata, ma soprattutto fa riferimento ad una ratio  generale di  diritto da ricomprendere sia come residenza, domicilio o abitazione. Questa interpretazione ci è stata suggerita  dal sig. prefetto di Verbania , massima autorità locale interpellato con mail del 24-01-21. Alla nostra domanda se avremmo potuto spostarci avrebbe potuto negare il diritto e chiudere la questione ma dato che  NON ci ha negato la possibilità  ma ci ha allegato la descrizione delle casistiche del governo lo abbiamo inteso come invito a valutare se nelle descrizioni rientrava il nostro caso ed  è pacifico che rientriamo perfettamente nel diritto di abitazione. Inoltre, se interpellando la massima autorità, questa non ti dice non puoi, è abbastanza ovvio che come si usa in  giurisprudenza, ciò che non è vietato o negato, è permesso.

La questione avrebbe dovuto concludersi qui.

Il nostro Campeggio *****, che abbiamo contattato numerose volte da gennaio ad oggi, tuttavia, basandosi al loro dire sul consiglio di Faita Federcampeggio (associazione sindacale di categoria), su pareri dati in  ipotetiche telefonate da polizia municipale  e carabinieri hanno continuato negarci il diritto di poter usufruire della nostra proprietà senza fornire uno straccio di documento che validasse quanto da loro affermato, cioè che le nostre non sono seconde case (mai affermato il contrario, sono solo equiparate ad esse nella ratio del dpcm), che loro sarebbero stati multati nel caso ci avessero trovato nelle nostre abitazioni, che noi non potevamo uscire dalla nostra regione e recentemente che per decreto avevano addirittura chiuso. Il tutto senza mai comunicare ufficialmente per mail gli aggiornamenti in seguito ai decreti, eventuali periodi di aperture e chiusure, o qualsivoglia indicazione se non quelle succitate inesatte, fornite solo in risposta ai nostri messaggi whatsapp che li informavamo dell'intenzione di salire. A febbraio, zona gialla, sempre su nostra richiesta di informazioni ci hanno intimato di non presentarci in campeggio dato che erano aperti solo per i Piemontesi (cosa che non spettava comunque a loro stabilire, e non so neanche se legalmente corretto, visto che un'attività civile non può discriminare arbitrariamente), salvo poi scoprire che alcuni Lombardi sono stati su senza problemi.

Comunque, siamo andati avanti:

-Abbiamo telefonato a vari campeggi della zona VCO, che ci hanno confermato di essere regolarmente aperti, e di non impedire agli stanziali residenti in altre regioni di raggiungere le loro proprietà perche in caso di controlli ed eventuali sanzioni la responsabilità civile e penale è personale quindi ognuno valuta e prende le decisioni per sè.

- E' notizia pubblica e pubblicata  da quotidiano che  la Prefettura di Brescia, nella persona del capo di gabinetto dott.  Stefano Simeone  ha pubblicamente dichiarato che ai fini del decreto le roulotte già fisse sono equiparabili alla normativa per le seconde case.

-L' avvocato ****** titolare di un noto studio di servizi legali ha risposto sia pubblicamente che per mail che le roulotte possono essere equiparate a seconde case ( all.4 )

-Le FAQ ufficiali della regione Veneto del 14-01-21 indicano che le roulotte siano equiparabili alle soconde case

-Mentre stiamo scrivendo questa mai la regione Liguria per le Festività Pasquali ha ritenuto di non consentire di recarsi nelle " seconde case, barche e roulotte" specificando e dimostrandone quindi l'equiparazione.

Confortati da questi autorevoli pareri di giuristi, a fine marzo abbiamo informato per mail  il Nostro Campeggio ***** della decisione di recarci su dopo quasi  5 mesi , anche per assicurarci dell'integrità del nostro bene in generale e dei nostri effetti in esso contenuti sia deperibili (cibo) che non (tubature, elettrodomestici e tutto ciò che se non regolarmente utilizzato può rovinarsi). In in data 26-03-21 ci è stato ribadito che su indicazione del " segretario in persona" di Faita Piemonte (non ha un nome e cognome questa persona?) non era possibile andare, sostenendo che non ci si può spostare per turismo, che anche se fosse vero che siamo equiparabili alle cd seconde case c'è il divieto di spostamento tra regioni in zona rossa per andare nelle seconde case ed altre inesattezze diametralmente opposte al contenuto del decreto.

Basiti dal fatto che ci venissero dette tante cose inesatte ed approssimative, abbiamo telefonato alla Regione Piemonte e alla Polizia che telefonicamente ci hanno confermato la possibilità di spostarci. Visto che ormai eravamo in ballo , abbiamo telefonato anche alla Polizia Municipale sia in Piemonte che in Lombardia : uno ha risposto di no, uno che... forse...

Per  tagliare la testa al toro ed avere un  parere da esibire non solo verbale  di Regione Piemonte, confortati dall'assenso telefonico abbiamo scritto una mail alla Regione, che dall'ufficio del Turismo ci ha risposto negativamente   (allegato 7)  sostenendo che vengono date interpretazioni errate in materia da varie fonti e cita  una generica 'loro' interpretazione (che invece è una interpretazione giusta!!!) che  stabilisce che una roulotte fissa non è giuridicamente definibile come abitazione o seconda casa (in realtà  giuridicamente non è scritto da nessuna parte neanche il contrario ) e citando altre norme sugli spostamenti che nel decreto non esistono. Facciamo notare che le Regioni hanno il potere si stabilire regole accessorie su spostamenti ed aperture ma non di dare pareri giuridici e interpretazioni in materia di Diritto Civile.

CONCLUSIONI

E' ovvio che il problema nasce da una mancanza di definizione giuridica scritta, e da una certa ambiguità del testo del DPCM e del Decreto. Però troviamo inguistificabile questa schizofrenia di opinioni, dove all'interno degli stessi uffici ti danno risposte diverse e soprattutto è inaccettabile che  chi si lancia a dare pareri, non è in grado neanche di centrare il punto focale , tende a ripetere  a pappagallo le tre nozioni con cui è stato imbeccato e altre che inventa al momento senza minimamente avvicinarsi al nocciolo della questione.

Noi   sappiamo perfettamente che le nostre unità abitative non sono seconde case. Ma  sono abitazioni secondo il concetto giuridico corrente di abitazione rimarcato dalla Prefettura del Verbano ( cosa sarebbero altrimenti? ci viviamo regolarmente).

Abbiamo pareri legali di giuristi che ci supportano.

Abbiamo invece conferma che chi ci ha dato pareri negativi, cita norme non aggiornate o addirittura sconfessate da DPCM e Decreto e dà risposte approssimative, non centrando il punto della questione che è:  Siete in grado o no di dimostrare che giuridicamente  è sbagliata l'interpretazione dei giuristi da noi interpellati che la nostra unità abitativa pur non essendo una tradizionale seconda casa,  per tipo di uso e ratio del decreto è assimilabile ad essa???

I pareri  discordanti delle varie forze dell'ordine  ( che uno ti dice sì, l'altro no senza essere in grado di motivare), del Nostro Campeggio ****,di  Faita Piemonte, dell'impiegato dell'ufficio del Turismo della Regione Piemonte, invece ... di chi sono? Che genere di diritto legale  hanno  di interpretare la legge e dare pareri vincolanti alle persone?? Che genere di titolo hanno ? Che autorità giuridica hanno? Chi sono? Avvocati, Prefetti , Giudici? E se  anche fosse, perchè i loro pareri negativi così perentori e vessatori,  dovrebbe valere più di quello di un loro pari??  Cominciamo a fare le cose seriamente. Chiediamo  risposte. Risposte immediate. Non è possibile che nessuno sappia con esattezza cosa fare e si basi sull'improvvisazione del momento.

Se qualcuno può confutare i nostri pareri positivi, andando contro i professionisti che li hanno emessi assumendosi, naturalmente, la responsabilità di quello che afferma, è pregato di motivare tramite persona giuridicamente competente ed   esibendo le norme esistenti e contenute nei vari articoli dei codici di legge. In pratica ci  deve dimostrare che , il parere di prefetti e avvocati sia invalidato da qualche legge scritta perchè in caso contrario, ci è stato impedito di utilizzare una nostra abitazione in modo illegale. La nostra proprietà privata, con tutto quello che contiene ci è stata resa inaccessibile e questo è contro la legge.

Chi ci risarcisce  dei mesi non goduti, degli eventuali danni materiali alle nostre unità abitative, del tempo perso e dei danni morali subiti da cittadini vessati da autoreferenziali autorità che hanno abusato della loro posizione (di cui naturalmente abbiamo le generalità e dovranno rispondere)?

Conseguenza di tutto ciò è che in primis,  siamo costretti a rivalerci sul Nostro Campeggio ***** che su direttiva dei propri referenti sindacali ci ha impedito arbitrariamente di recarci in loco.

Naturalmente non pagheremo la quota proporzionalmente,  dal 14-1-21 fino alla data in cui riusciremo a godere nuovamente del possesso della nostra abitazione e saranno ritenuti responsabili di qualsiasi danno dovuto ad incuria alle nostre unità abitative in quanto ci è stato impedito di prenderci cura del nostro bene patrimoniale, che è stato chiuso e incontrollato, tutto l'inverno sotto  imponenti nevicate. Nulla vieta ( anzi lo auspichiamo)che i titolari del Campeggio **** si rivalgano a loro volta verso Faita Piemonte e Regione Piemonte e tutti quelli che sostengono di avere contattato e per direttiva dei quali sostengono di avere agito.

In secondo luogo, dato che riteniamo di aver ampiamente dimostrato la nostra tesi, ribadiamo di avere intenzione nei prossimi giorni di ricominciare ad usufruire della nostra abitazione , sempre che non ci verrà dimostrato con azione giuridicamente valida e non impugnabile, che secondo

Leggi dello Stato,  vigenti e consultabili, il parere dei suddetti più volte nominati giuristi non ha valore.

Naturalmente ci auguriamo che eventuali controlli vengano eseguiti da persone informate della legislatura vigente e che siano in grado esibire le leggi che ritiene di far rispettare.

I nostri legali sono pronti ad impugnare ogni abuso e a far valere i nostri diritti.

Rosalba Chiarella, Daniela Colombini,Vincenzo Di Palma, Monica Fidati, Fabrizio Moroni, Guido Pirona




Lettera Firmata

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