“Oltre la contenzione, aria nuova in Rsa” è il tema del convegno di questa mattina a Villa Giulia a Verbania organizzato dalla casa di riposo Maurizio Muller a conclusione delle iniziative per i 120 anni dell’istituzione. Per contenzione s’intendono tutti quei dispositivi utilizzati per ridurre o impedire del tutto i movimenti degli ospiti. Una pratica che l’istituzione intrese intende ridurre e, in prospettiva, eliminare.
“Il 68 per cento di contenzione praticato a livello nazionale è eccessivo - ha spiegato la dottoressa Daniela Morabito intervenendo su “In Rsa la ‘Scontenzione’ è possibile?”. Sono gli stessi ospiti affetti da demenza senile – ha proseguito – a rifiutarla, a chiederci perché, se hanno fatto qualcosa di male. L’esperienza insegna che, nelle strutture dove si pratica, non risulta che le cadute siano inferiori a quelle in cui non c’è contenzione. Una delle ragioni delle difficoltà di trovare personale sanitario sono proprio le pratiche di contenzione che mettono a disagio gli stessi operatori che le mettono in atto”.
E, allora, che fare? Diminuire progressivamente le misure di contenzione: “Non è vero che proteggono, senza contare le lesioni autoprodotte nel tentativo di liberarsi, si verificano cadute dal letto”. Per indicare una via d’uscita, la dottoressa Morabito ha citato una favola di Gianni Rodari, “Giovannino Perdigiorno”, un viaggiatore che capita in un paese dove dallo “stemperino” è tutto un abbattere ostacoli. C’è chi ci ha provato, in Corea del sud, ha rivelato la dottoresse Morabito: “Parte dei dipendenti si sono spaventati e se ne sono andati, chi è rimasto ha modificato il suo modo di trattare gli ospiti, sono state coinvolte le famiglie, la direzione si è preoccupata del benessere dei dipendenti. Solo con una migliore qualità della vita dei dipendenti si migliora quella degli ospiti, anche di chi è arrivato alla fine della sua vita”.
Alla casa di riposo Muller ci stanno provando, anche con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, come ha spiegato la dottoressa Aurora Bogianchini, educatrice: “Le nuove tecnologie ci aiutano a comunicare con i nostri assistiti e percepire le richieste che non sono più i grado di comunicarci normalmente”.
In apertura di convengo, l’avvocato Mauro Cavalli ha illustrato le linee guida della regione Piemonte.


















