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Attualità | 23 ottobre 2026, 15:05

Il Piemonte a Eusalp 2026: alleanza tra le regioni alpine per chiedere più risorse all’Europa

A Lindau (Germania), Alberto Preioni rilancia la collaborazione tra i territori montani: agevolazioni per le imprese, opportunità per i giovani, sostegno all’idroelettrico e turismo tutto l’anno per contrastare lo spopolamento

Fare rete tra le regioni alpine europee per affrontare le sfide comuni della montagna e trasformarle in proposte concrete da portare all’attenzione delle istituzioni comunitarie, chiedendo risorse dedicate e politiche calibrate sulle specificità dei territori. È questo l’obiettivo del Piemonte all’Assemblea generale 2026 di Eusalp, in corso a Lindau, in Baviera, dove la regione Piemonte è stata rappresentata dal sottosegretario alla presidenza Alberto Preioni.

“Le Alpi condividono sfide importanti: lo spopolamento, le opportunità di lavoro per i giovani, la competitività delle imprese, i collegamenti e la necessità di garantire servizi adeguati a chi sceglie di vivere e lavorare in montagna. Sono temi che riguardano tutte le comunità alpine europee e che richiedono risposte condivise. Incontri come questo sono fondamentali perché permettono di ascoltare esperienze diverse, confrontarsi e costruire una strategia comune. Le regioni alpine italiane stanno già lavorando in sinergia: ora dobbiamo rafforzare questa collaborazione - dichiara Preioni - coinvolgere tutte le regioni alpine europee e superare i confini amministrativi per portare con una voce forte le esigenze delle nostre montagne alle istituzioni comunitarie”.

L’obiettivo è ottenere risorse europee dedicate e politiche mirate, capaci di sostenere lo sviluppo economico, incentivare le imprese, favorire l’occupazione giovanile e contrastare lo spopolamento. “La montagna non deve essere considerata un territorio marginale, ma una risorsa strategica per l’Europa - prosegue Preioni - per questo servono strumenti concreti e finanziamenti adeguati, che tengano conto sia delle difficoltà sia delle opportunità delle aree alpine. Un esempio è quello delle Zone Economiche Speciali, uno strumento che andrebbe esteso a tutto l’arco alpino. È una proposta che abbiamo già rilanciato insieme alla Lombardia. Vivere e fare impresa in montagna costa di più e comporta maggiori difficoltà: servono quindi agevolazioni fiscali e semplificazioni concrete per sostenere le attività economiche, creare occupazione e garantire ai giovani la possibilità di restare a vivere e lavorare nei propri territori”.

Tra i temi affrontati anche quello energetico, con particolare riferimento all’idroelettrico, e la necessità di assicurare ricadute economiche concrete alle comunità che contribuiscono alla produzione di energia. “Le nostre montagne svolgono un ruolo determinante nella produzione energetica. È giusto che una parte di questa ricchezza torni ai territori che la generano, contribuendo a finanziare servizi, infrastrutture e nuove opportunità di sviluppo”.

Spazio anche al turismo e alle nuove soluzioni per rafforzare l’economia alpina durante tutto l’anno, dal turismo esperienziale ai servizi di trasporto a chiamata per i visitatori, fino alle cooperative di comunità per favorire la continuità occupazionale dei lavoratori stagionali. “Dobbiamo superare una visione del turismo legata esclusivamente ad alcuni periodi dell’anno. Occorre mettere in rete le opportunità, creare servizi adeguati e favorire percorsi lavorativi che consentano alle persone di trovare occupazione in diverse stagioni - prosegue Preioni -. Le cooperative di comunità possono rappresentare una risposta interessante per collegare attività e servizi, sostenere il lavoro e rendere possibile vivere in montagna tutto l’anno, contrastando lo spopolamento”.

Il confronto di Lindau conferma la necessità di rafforzare la collaborazione tra le Regioni alpine, a partire dalla sintonia già consolidata tra Piemonte e Lombardia, affinché le istanze dei territori trovino spazio nelle politiche europee. “Lavoriamo nella stessa direzione: chiediamo che le specificità della montagna siano riconosciute e sostenute con strumenti adeguati. L’Europa deve ascoltare chi vive e lavora nelle Alpi e investire sul loro futuro. Perché sostenere la montagna significa tutelare le comunità, creare opportunità per i giovani e garantire sviluppo all’intero sistema alpino”.

Comunicato Stampa - l.b.

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