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Politica | 21 ottobre 2026, 12:10

Caso Guaschino, Brezza replica a Cultura&Tradizione: “Gli insulti non mi faranno rinunciare a chiedere chiarezza”

Il segretario provinciale del Pd torna sulla polemica per l'intitolazione a Sergio Ramelli e respinge le accuse dell'associazione: “Contestare una scelta sulla memoria pubblica è esercizio democratico”

Caso Guaschino, Brezza replica a Cultura&Tradizione: “Gli insulti non mi faranno rinunciare a chiedere chiarezza”

Non si placa la polemica politica a Verbania dopo il confronto in consiglio comunale sull'intitolazione a Sergio Ramelli. Riccardo Brezza, segretario provinciale del Partito Democratico, replica al comunicato con cui l'associazione Cultura&Tradizione ha espresso solidarietà al consigliere Massimo Guaschino, respingendo le critiche e denunciando gli insulti che afferma di aver ricevuto al termine della seduta. Di seguito il suo intervento integrale.
 

Ecco il comunicato:
L’associazione Cultura&Tradizione mi attacca dimostrando quanto la mia interpellanza fosse giusta e abbia centrato un nervo scoperto. Il sodalizio di nostalgici invoca dialogo, correttezza e rispetto reciproco. Principi che condivido e che avrei apprezzato anche quando, al termine del Consiglio, il consigliere Guaschino mi ha aggredito verbalmente dicendomi che “faccio schifo” e che “mi devo vergognare”. Prima di impartire lezioni di rispetto, sarebbe opportuno rivolgerle anche alla persona cui si esprime solidarietà incondizionata.

Non mi vergogno di avere presentato un’interpellanza e posto domande politiche. È esattamente il compito per il quale sono stato eletto. La legittimazione democratica vale per Guaschino e vale per l’opposizione: non garantisce a nessuno l’immunità dalle critiche o dalle richieste di chiarimento, anche severe.

Prendo atto che Cultura&Tradizione rivendica la proposta di intitolazione a Sergio Ramelli e precisa che Guaschino partecipava alla commemorazione di CasaPound in rappresentanza dell’associazione. Il problema politico rimane lo stesso. Prendo atto anche della sua dichiarata estraneità alle realtà richiamate nell’interpellanza. Ci troviamo di fronte ad uno strano caso di “fascista per caso”.

Quanto all’accesso agli atti, è singolare sostenere che avremmo dovuto usarlo per evitare un’interpellanza. Abbiamo chiesto al sindaco, pubblicamente, come fosse maturata una scelta dell’amministrazione. La risposta interessa tutta la città. A qualcuno può dispiacere, ma il confronto in Consiglio comunale non è un’inutile perdita di tempo da sostituire con una pratica d’ufficio.

Soprattutto, nel comunicato manca una risposta alla questione centrale: è accettabile definire PD, ANPI, CGIL e Alleanza Verdi e Sinistra una “mafia antifascista”? Su questo sarebbe utile leggere parole altrettanto ferme di quelle riservate a me. Il rispetto reciproco si misura anche quando vengono insultate organizzazioni di cui non si condividono le posizioni.

Respingo poi l’affermazione secondo cui a contrastare l’intitolazione sarebbe “lo stesso odio politico” che ha prodotto le vittime che l’associazione ricorda. È un accostamento gravissimo. La condanna dell’uccisione di Sergio Ramelli è piena e senza riserve. Contestare una scelta sulla memoria pubblica della città è esercizio democratico. Confondere le due cose significa delegittimare cittadini che hanno manifestato apertamente e legittimamente le proprie convinzioni.

Tutti possono proporre un’intitolazione. Tutti possono contestarla. La memoria di Verbania appartiene alla comunità intera, e chi amministra deve rispondere delle proprie scelte.

Lezioni da associazioni che hanno nel simbolo il classico “saluto gladiatorio” in stile ventennio non le ho mai prese e non inizierò a farlo ora. E gli insulti fuori dall’aula non mi faranno rinunciare a chiedere chiarezza dentro l’aula. Continuerò a farlo a viso aperto, assumendomi la responsabilità delle mie parole. Mi aspetto lo stesso da chi pretende di dare lezioni di rispetto senza avere il coraggio di dire chiaramente da che parte sta. Ma del resto dagli epigoni di chi scappava dall’Italia travestito da soldato tedesco non ci si può aspettare nulla di più.

Riccardo Brezza Segretario PD VCO

cs

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