“Un’arabesque per Troubetzkoy” di Omar Galliani resterà a Verbania a Palazzo Viani Dugnani, in dialogo con la celebre scultura della ballerina di Paolo Troubetzkoy che l’ha ispirata. La grande opera è parte della serie delle ballerine cosmiche appositamente realizzate dall’artista per la mostra “Alla riscoperta di un volto” allestita tra l'autunno 2025 e la primavera 2026 nella sede di Pallanza del Museo del Paesaggio e curata da Vera Agosti. Omar Galliani ha deciso di donare al museo la monumentale opera: la donazione è avvenuta nel corso di un momento pubblico che si è tenuto ieri, 26 settembre, al quale hanno presenziato l’artista e la curatrice e storica dell’arte Vera Agosti.
Spiega Omar Galliani: "La prima cosa che ho colto incontrando l’opera di Paolo Troubetzkoy, e portandola nella mia esperienza creativa, è il movimento. La sua scultura è caratterizzata dalla plasticità della creta, dalla duttilità delle dita che muovono e plasmano l’argilla: c’è un rapporto di consonanze originarie tra la terra e le mani. È proprio questo rapporto con la materia che ritrovo nel disegno che gli ho dedicato. La grafite, attraverso il gesto della mano, si muove sulla superficie, traducendo la materia in movimento. La ballerina, in particolare, è il simbolo di una figura che non è ritratto né composizione mitica, ma semplicemente movimento: un gesto colto nella sua immediatezza. È questa la sintonia che ho cercato di stabilire nel mio disegno: il movimento delle mani di Troubetzkoy che plasmano l’argilla trova un corrispettivo nella mano che muove la matita. Due materie diverse, ma attraversate dalla stessa energia".
"Sono felice che la proposta della donazione dell'opera di Omar Galliani sia stata accolta dal Museo del Paesaggio di Verbania – prosegue Vera Agosti, curatrice di “Alla riscoperta di un volto” - , si tratta di un fatto eccezionale per la storia e la realtà del Museo negli anni più recenti; trovo che sia una splendida operazione perché la tavola è stata realizzata proprio ispirandosi alla scultura dalla celebre ballerina di Troubetzkoy e ora potrà trovare casa accanto a lei, il sito più degno e adatto, che è anche uno dei miei luoghi del cuore: frequento infatti il museo fin da bambina ed è per me un modo di lasciare il segno e un ricordo".
Dal conservatore Federica Rabai e dal presidente del Museo del Paesaggio Massimo Terzi il ringraziamento per la donazione: "Questa grande tavola, creata appositamente per la nostra mostra “Alla riscoperta di un volto”, rappresenta un dono importante per le nostre collezioni. Dopo il successo riscosso dall'esposizione di Omar Galliani, la scelta di lasciarla in modo permanente nelle sale di Palazzo Viani Dugnani ci onora, è anche un riconoscimento del valore del nostro Museo e del nostro lavoro. L'opera trova così una collocazione definitiva, arricchendo il patrimonio culturale della città e testimoniando il legame tra l'artista e la nostra istituzione".
L’opera “Un’arabesque per Troubetzkoy” è stata collocata al piano terra di Palazzo Viani Dugnani, nelle sale della gipsoteca Troubetzkoy, accanto al celebre gesso del 1915 con il quale il principe scultore cattura il passo di danza di Lady Constance Stewart Richardson. Il percorso dedicato a Troubetzkoy è stato recentemente riallestito. Al secondo piano di Palazzo Viani Dugnani la pinacoteca del Museo del Paesaggio, le due Allegorie di Paolo Veronese e la mostra temporanea “Terre Inquiete” di Tullio Pericoli, a cura di Elena Pontiggia, visitabile fino al 1° novembre.



















