Il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle del Vco interviene sulla nomina di Antonio Longo Dorni a presidente del Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell'Ossola, “condividendo la preoccupazione già espressa da altre forze politiche, secondo cui l'esito dell'assemblea non sarebbe il frutto di una reale condivisione del territorio, ma l'imposizione di un accordo tra Lega e Fratelli d'Italia, ratificato grazie al peso schiacciante del 39,71% detenuto dalla regione Piemonte”.
“Come M5S Vco - continuano dal Movimento - vogliamo però portare l'attenzione su un ulteriore aspetto, che non può essere derubricato a dettaglio. Antonio Longo Dorni non è soltanto un esponente politico di lungo corso, già sindaco di Ornavasso per due mandati, ma è anche un imprenditore attivo nell'organizzazione di eventi turistici sul territorio, tra cui manifestazioni come la "Grotta di Babbo Natale" di Ornavasso, realizzate proprio in comuni soci del Distretto - Verbania, Stresa, Ornavasso - amministrati da giunte di centrodestra. Chiediamo che venga fatta piena chiarezza: come si concilia il ruolo di presidente di un ente chiamato a indirizzare strategie e risorse per il turismo del territorio con quello di operatore privato dello stesso settore, potenzialmente interessato, anche solo indirettamente, alle scelte che sarà chiamato a compiere? La coincidenza temporale tra la fine del mandato di sindaco di Ornavasso e della presidenza del Distretto Turistico dei Laghi ricoperti da Antonio Longo Dorni e la nascita, nel medesimo settore turistico-eventi, della Lem S.r.l. — di cui lo stesso sito aziendale lo indica oggi come fondatore — pone un legittimo interrogativo sul possibile intreccio tra i suoi incarichi pubblici e i suoi interessi imprenditoriali privati, intreccio che solo la visura camerale storica della società potrà chiarire definitivamente”.
“Chiediamo - sottolineano dal M5S - che Longo Dorni depositi agli atti una dichiarazione trasparente sulle proprie attività economiche e sugli eventuali rapporti contrattuali, passati e presenti, con soci pubblici e privati del Distretto. Al di là del singolo caso, quanto avvenuto in assemblea conferma un metodo che il M5S denuncia da tempo: le nomine negli enti e nelle società partecipate continuano a essere decise a tavolino tra Lega e Fratelli d'Italia, con la regione Piemonte che usa il proprio peso azionario per blindare accordi presi altrove, come dimostrano l'assenza in assemblea dell'assessore Bongioanni e la regia del sottosegretario Alberto Preioni. La mancata riconferma di alcun membro del precedente consiglio di amministrazione rappresenta un segnale evidente della volontà di un cambiamento totale nella gestione, ed è un segnale, o una volontà, di discontinuità rispetto alla precedente gestione, che era caratterizzata da un reale contrappeso democratico”.
“Oltre a evidenziare uno squilibrio di "pesi" - proseguono i pentastellati - che rende quantomeno "viziate", le nomine per il CdA del Distretto, chiediamo chiarimenti alla regione Piemonte in quanto, nell’avviso di nomina si parla di un componente del consiglio di amministrazione con funzione di presidente del Distretto Turistico dei Laghi. La nomina regionale, tuttavia, avviene ai sensi dell'art. 17 dello Statuto e non può imporre la presidenza, quindi come può la regione attribuire le funzioni di presidente, se questo potere non è previsto? Riportiamo testualmente l’art. 17: “La società è amministrata da un amministratore unico o da un consiglio di amministrazione composto da tre o da cinque membri qualora ricorrano i presupposti previsti dall’ordinamento, nominati dall'assemblea. Nel caso in cui la società sia amministrata da un consiglio di amministrazione composto da tre membri almeno un componente è designato dalla regione Piemonte, se il consiglio di amministrazione è composto da cinque membri uno è designato dalla regione Piemonte a fronte del finanziamento sostenuto da quest’ultima. Gli amministratori devono possedere i requisiti di cui all'art. 12, comma 4 L.R. 14/2016 e di cui all'art. 11 del D.Lgs. 175/2016 e la loro scelta deve avvenire nel rispetto dei criteri stabiliti dalla Legge 12 luglio 2011, n. 120”. Il M5S Vco chiede che regione e Distretto rendano pubbliche le dichiarazioni su incarichi e partecipazioni societarie del neo presidente e dell'intero nuovo consiglio di amministrazione, e che si proceda, ciascuno per le proprie competenze, a modificare le modalità di nomina del CdA stesso. I nomi non devono più essere calati dall'alto dalla politica e poi ratificati in assemblea, ma devono essere frutto di una condivisione reale con il territorio — non solo con la politica — arrivando finalmente a far contare realmente i comuni e i soci privati accanto alla regione. Il Distretto deve essere uno strumento al servizio del turismo locale, condiviso con i territori, e non l'ennesima poltrona da spartire tra alleati di partito”.














