(Adnkronos) - Migliaia di voli bloccati, oltre 2mila cancellazioni e migliaia di passeggeri nel caos. A provocare il blackout dei sistemi di controllo del traffico aereo britannico, secondo un rapporto, sarebbe stato un velivolo militare che ha inserito nel sistema dati di volo... "errati". Ma com'è stato possibile? L’interruzione, avvenuta martedì 8 settembre, ha mandato in tilt per circa quattro ore il sistema utilizzato dal National Air Traffic Services (Nats), paralizzando il traffico aereo in gran parte del Regno Unito.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, alcune persone a conoscenza dell’incidente hanno riferito che il guasto sarebbe stato "provocato da un piano di volo presentato da un velivolo militare britannico". Il motivo? L’inserimento dei dati sbagliati avrebbe causato il collasso dei sistemi di controllo del traffico aereo utilizzati dal Nats, rimasti fuori uso per diverse ore.
Il quotidiano ha inoltre riferito che Kathryn Leahy, responsabile delle operazioni del Nats, ha contattato i responsabili operativi di numerosi aeroporti e compagnie aeree, spiegando agli operatori che l’assenza di un sistema di backup era legata sia alla "revisione completa dei propri sistemi" sia agli "enormi costi" che avrebbe comportato la duplicazione dei dati.
La crisi ha messo sotto pressione Martin Rolfe, amministratore delegato di Nats, convocato mercoledì a una riunione dalla ministra dei Trasporti Heidi Alexander.
Alexander ha detto di "non ritenere che il problema fosse inevitabile" e avrebbe dato a Rolfe una settimana di tempo per chiarire le cause del blocco. Nel frattempo, ha chiesto all’Autorità per l’Aviazione Civile (Caa) di avviare un’indagine indipendente sull’incidente.
Si tratta del peggior guasto che abbia colpito il traffico aereo commerciale britannico dall’agosto 2023, quando un problema tecnico provocò il ritardo di quasi 1.600 voli. Dopo quell’episodio, Nats era stata duramente criticata e la Caa aveva indicato 34 interventi per rendere i suoi sistemi più sicuri ed evitare nuovi incidenti. Rolfe, in ogni caso, ha escluso l’ipotesi di un attacco informatico, presa in considerazione all'inizio.
I ritardi hanno lasciato alcuni aerei con i passeggeri a bordo fermi per oltre quattro ore, mentre diversi voli diretti nel Regno Unito sono stati dirottati verso altri aeroporti, anche in Germania. Nonostante la gravità dell’interruzione, i passeggeri difficilmente potranno ottenere un risarcimento, poiché i ritardi sono stati causati da "circostanze straordinarie" e il Ministero della Difesa ha escluso negligenze da parte delle forze armate. Un portavoce ha dichiarato: "Non riteniamo che vi siano indicazioni di un errore da parte delle forze armate. La questione è oggetto di un’indagine in corso da parte della Nats, pertanto non sarebbe opportuno da parte nostra rilasciare ulteriori commenti mentre tale indagine è ancora in corso".














