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Attualità | 12 agosto 2026, 18:30

Emergenza idrica in Piemonte, più acqua dalla Svizzera. Autobotti in 109 Comuni

La portata del Tresa è salita da 3 a 8 metri cubi al secondo. La Regione prepara i ristori per le spese sostenute dai territori. Siccità severa, nei corsi d'acqua deficit fino all'83% rispetto ai valori storici

Emergenza idrica in Piemonte, più acqua dalla Svizzera. Autobotti in 109 Comuni

Aumentano i rilasci d'acqua dalla Svizzera verso il Piemonte per far fronte a una situazione di siccità che resta critica. La portata del Tresa a Ponte Tresa è passata da circa 3 a 8 metri cubi al secondo, mentre la Regione ha esteso a tutto il territorio piemontese lo stato di emergenza di rilievo regionale per gli incendi boschivi e prepara le ordinanze per ristorare le spese sostenute dai Comuni.

Il quadro è emerso nel corso della riunione dell'Osservatorio regionale sull'emergenza idrica. I numeri confermano l'aggravarsi della situazione: i Comuni che devono ricorrere alle autobotti per garantire l'approvvigionamento idrico sono saliti da circa 70 a 109 e sono già stati effettuati complessivamente oltre 4 mila viaggi.

"Avevamo detto che sull'emergenza idrica si poteva intervenire chiedendo aiuto alla Svizzera. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto di aumentare i rilasci d'acqua e oggi quel lavoro ha prodotto un primo risultato concreto: la portata del Tresa è passata da circa 3 a 8 metri cubi al secondo", dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori all'Ambiente Matteo Marnati, all'Agricoltura Paolo Bongioanni e alla Protezione civile Marco Gabusi.

Una maggiore disponibilità che, nell'attuale situazione, viene considerata particolarmente importante. "Questa misura è acqua in più per il nostro territorio e oggi ogni metro cubo conta – aggiungono –. Abbiamo attivato tutte le leve possibili per affrontare questa emergenza e i primi risultati stanno arrivando".

L'incremento dei rilasci è il risultato dell'interlocuzione avviata con la Svizzera e della successiva riunione dell'organismo bilaterale. I dati illustrati dal direttore generale di Arpa Piemonte Secondo Barbero mostrano l'aumento della portata del Tresa. Parallelamente si sta lavorando anche sul bacino del Toce attraverso una valutazione congiunta con Enel, nel tentativo di incrementare ulteriormente la disponibilità di acqua.

Un altro fronte riguarda le risorse economiche destinate ai territori. Con le prossime ordinanze della Regione saranno definiti gli interventi per i quali è stata richiesta la copertura attraverso il Fondo regionale di Protezione civile.

"Ristoreremo le spese per le autobotti e per gli interventi urgenti, perché i sindaci che stanno affrontando questa emergenza devono sapere che la Regione è al loro fianco", assicurano Cirio e gli assessori.

La copertura potrà riguardare sia gli interventi di assistenza alla popolazione, a partire proprio dal servizio delle autobotti reso necessario dal deficit idrico, sia gli interventi effettuati in somma urgenza dai Comuni per fronteggiare gli incendi boschivi.

Sono intanto 163 i Comuni piemontesi che hanno già emanato ordinanze per il risparmio idrico, ai quali se ne aggiungono altri 94 ai quali è stato chiesto di adottare analoghi provvedimenti.

A fotografare la gravità della siccità sono soprattutto i dati sulle precipitazioni. Negli ultimi tre mesi, da maggio a luglio, in Piemonte è stata registrata un'anomalia negativa del 55%. Nella prima decade di agosto sono caduti mediamente 18 millimetri di pioggia, contro una media di 27 millimetri.

Gli indicatori di Arpa evidenziano una condizione di siccità severa praticamente sull'intero territorio regionale. Ancora più significativo il dato relativo ai corsi d'acqua: nella prima decade di agosto le portate hanno registrato un deficit che, nel dato complessivo illustrato da Arpa, raggiunge l'83% rispetto ai valori storici.

All'emergenza idrica si affianca quella degli incendi boschivi. Nelle ultime settimane gli interventi hanno interessato diversi territori, dall'area metropolitana di Torino al Biellese e Vercellese, fino al Vco e all'Alessandrino. Le operazioni hanno richiesto il coordinamento del sistema regionale di Protezione civile con il Dipartimento nazionale, che ha messo a disposizione anche la flotta aerea.

"A nome mio e dei piemontesi vogliamo dire grazie ai Vigili del Fuoco, al Corpo AIB, alla Protezione civile e a tutti i volontari che da settimane lavorano senza sosta contro gli incendi che stanno colpendo il Piemonte – ha dichiarato Cirio –. Stanno facendo un lavoro straordinario, spesso in condizioni molto difficili, per proteggere le persone, i nostri paesi e il nostro territorio".

Qualche possibile segnale positivo potrebbe arrivare dal meteo: secondo le previsioni di Arpa Piemonte, a partire dalla prossima settimana aumenterà la probabilità di temporali e rovesci, in particolare sull'arco alpino.

Redazione

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