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Il punto di Beppe Gandolfo | 21 luglio 2026, 08:30

Smetteremo di consumare alcolici?

"Oggi, per strada, non incontri quasi più nessuno che si accende una “bionda”, ma parecchi che aspirano svapo o usano altri dispositivi elettronici".

Smetteremo di consumare alcolici?

E’ una crisi che ha già vissuto il mondo del tabacco. 

Dieci anni fa, di fronte alle prime avvisaglie circa la diminuzione progressiva di fumatori di sigarette, pipa o sigari, sono cominciati gli studi e le ricerche di marketing.

Oggi, per strada, non incontri quasi più nessuno che si accende una “bionda”, ma parecchi che aspirano svapo o usano altri dispositivi elettronici.

La stessa cosa potrebbe accadere con il vino e, più in generale, con gli alcolici. 

Tra consumatori sempre più attenti alla salute e normative più stringenti, e dazi ballerini e imprevedibili, gli esperti prevedono che tra il 2020 e il 2050 ci sarà un dimezzamento del consumo procapite. Il tasso di decrescita nel Nord America nel 2024 è stato dell’ 1,1 per cento, in Europa dello 0,7 per cento, in Asia dell’ 1.3.

Ma i numeri parlano chiaro anche in casa nostra. Il Nebbiolo destinato a Barolo ha subito un deprezzamento del 35%, da 4,30 a 2,70 euro al chilo. E intanto le cantine sono piene di giacenze: 75 milioni di bottiglie di Barolo, 21 milioni di Barbaresco. La Barbera invenduta viene usata per essere trasformanta in aceto o i Vermouth. La Regione ha stanziato, recentemente, 1,6 milioni di euro per abbattere le giacenze di invenduto. 

Però non si può continuare ad aspettare interventi pubblici, occorre cominciare a pensare al futuro in maniera diversa.

Qui lo dico e qui lo nego. Occorre rivedere l’approccio con le bevande No - Lo Alcohol, cioè con bassissima o zero gradazione alcolica.

L’industria del tabacco ha saputo reinventarsi e differenziarsi con prodotti innovativi, a rischio potenzialmente ridotto. Il mondo del vino e degli alcolici dovrà – gioco forza – seguire lo stesso percorso.

Scrivere questo oggi, in Piemonte, regione vitivinicola per eccellenza, suscita scandalo. Ma bisogna, fin d'ora, investire in ricerca e sviluppo. 

Prima che sia troppo tardi.   

Beppe Gandolfo

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