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Attualità | 15 luglio 2026, 19:00

Crisi idrica, Verbania maglia nera in Piemonte: il 43% dell'acqua immessa in rete viene disperso

Confartigianato lancia l'allarme: in regione oltre 10 mila imprese operano nei settori ad alto consumo d'acqua. Felici: "Servono invasi e manutenzione delle reti, non solo misure d'emergenza"

Crisi idrica, Verbania maglia nera in Piemonte: il 43% dell'acqua immessa in rete viene disperso

La crisi idrica torna a preoccupare anche il Piemonte. La siccità, le temperature elevate e il cambiamento delle condizioni climatiche rischiano infatti di avere conseguenze non solo sull'ambiente, ma anche sul sistema produttivo regionale, in particolare sui settori che hanno un maggiore fabbisogno di acqua.

Secondo l'analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese sulle cosiddette "imprese idro-esigenti", in Piemonte nei dieci settori con maggiore intensità di utilizzo della risorsa idrica operano oltre 10 mila imprese, che danno lavoro a circa 125 mila addetti. Di queste, circa 7 mila sono artigiane, con quasi 28 mila lavoratori. Il 66,9% delle imprese piemontesi appartenenti ai comparti maggiormente "water intensive" è quindi rappresentato dall'artigianato.

Tra le attività più esposte figurano quelle manifatturiere e alcuni servizi alla persona, come lavanderie, acconciatori ed estetisti, dove l'acqua rappresenta un elemento importante del processo lavorativo.

«La Regione Piemonte ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza se non ci sarà un cambiamento nelle previsioni meteo, perché alla mancanza di piogge si aggiunge il caldo record degli ultimi mesi – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte –. Una situazione che potrebbe penalizzare pesantemente le imprese manifatturiere, in particolare quelle artigiane che rappresentano la maggioranza delle realtà a maggiore consumo idrico».

A preoccupare è anche la situazione delle infrastrutture. In Piemonte ogni giorno vengono immessi nelle reti idriche 359 litri di acqua per abitante, ma 127 litri vengono dispersi, pari al 35,4% del totale.

Tra i capoluoghi piemontesi la situazione più critica riguarda Verbania, dove le perdite raggiungono il 43% dell'acqua immessa in rete. Seguono Novara e Cuneo, entrambe con il 31,5%, quindi Biella con il 30,7%, Alessandria con il 28,9%, Torino con il 25,6%, Vercelli con il 22,2% e Asti con il 19,2%.

«Ogni estate si ripropone la questione della crisi idrica – aggiunge Felici –. Servono invasi e interventi di manutenzione sulla rete. Con la scusa del cambiamento climatico non si può rinviare la programmazione e scaricare responsabilità e disagi su cittadini e imprese».

Secondo Confartigianato, le risorse del Pnrr dovrebbero essere utilizzate per accelerare gli interventi sulle infrastrutture idriche, realizzare nuovi invasi e modernizzare le reti di distribuzione, così da affrontare con maggiore preparazione eventuali periodi prolungati di siccità.

«È necessario continuare a ripensare le priorità e sfruttare le risorse europee per ammodernare il sistema – conclude Felici –. Occorre programmare e progettare per non trovarci impreparati di fronte alla mancanza di precipitazioni, senza dover rincorrere ogni volta l'emergenza e adottare misure drastiche».

a.f.

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