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Cultura | 16 giugno 2026, 17:02

Michelangelo Galliani alla Specola con “Astrale”: dialogo tra arte contemporanea e universo

A Verbania la nuova mostra personale dello scultore emiliano. Tra marmo, bronzo e acciaio, opere che intrecciano memoria, scienza e spiritualità negli spazi dell'ex osservatorio astronomico

Michelangelo Galliani alla Specola con “Astrale”: dialogo tra arte contemporanea e universo

L'Amministrazione comunale di Verbania e, lieta di presentare la personale di Michelangelo Galliani, Astrale, a cura di Vera Agosti, in collaborazione con la Cris Contini Contemporary di Londra, Roma e Bruxelles e la Galleria Giovanni Bonelli di Milano, Pietrasanta (Lucca) e Canneto sull'Oglio (Mantova) presso la Specola, Osservatorio per l’Arte Contemporanea e l'Archivio di Stato di Verbania Pallanza. Con la sua nuova personale, composta da lavori simbolici e iconici, Michelangelo Galliani omaggia la duplice funzione che nel tempo ha acquisito la Specola di Verbania Pallanza, osservatorio astronomico in passato e ora osservatorio per l'arte contemporanea. Nebula, scolpita nel marmo statuario di Carrara, richiama liricamente un antico polittico su cui si ammira l'immagine del complesso di aggregazione di materiale interstellare ripreso da una fotografia del telescopio spaziale Hubble.

Ecco allora antico e contemporaneo che si fondono insieme: la suggestione di forme e materiali antichi per la rappresentazione delle ultime scoperte della scienza. Similmente Landscape riprende l'idea dei polittici medievali in legno, scolpendo a bassorilievo in marmo statuario di Carrara le linee sinuose della natura. In Cartolina da Istanbul, l'alta colonna in bronzo ricorda quelle della Basilica romana della splendida citta, ottomana. In questo caso, tuttavia, l'elemento architettonico verticale, asse lirico tra la terra e il cielo, e, spezzato e poggia su un frammento di volto in marmo nero, adagiato sull'acciaio inox. E: un simbolo di caducita, della materia, una riflessione sul tempo e la memoria, tramite l'accostamento fortemente contemporaneo di materiali differenti, tanto amati dall'artista. Lassù in marmo bianco, posto sul prato intorno alla Specola, e, un braccio levato verso il cielo, un dito puntato verso le stelle, per non dimenticare mai di guardare in alto, soprattutto nella frenesia dei nostri giorni, e per ricordare il mistero di cio, che e, piu, grande di noi..iproposto in marmo nero, nel giardino dell'Archivio di Stato, dialoga con le luci e le ombre dell'antico loggiato. Il titolo e, evocativo e da, pieno significato all'opera. Ciascuno puo, interpretare come meglio crede: un'esortazione a pensare alla metafisica, alla volta celeste o l'indicazione di un punto lontano. Luciano Paretti, Assessore alla Cultura del Comune di Verbania, afferma: “Con l'occasione di questo evento espositivo inizia la collaborazione con l'Archivio di Stato di Verbania , insieme ad affermare la centralità dei luoghi della cultura per una fruizione pubblica degli spazi condivisi”. Vera Agosti, curatrice dell'esposizione e critica e storica dell'arte, spiega come la collocazione all’interno dell’ex osservatorio astronomico, oggi rinato come Osservatorio per l’Arte Contemporanea, amplifichi il significato delle opere proposte.

 "La, dove un tempo si scrutava il cielo per cogliere i segni dell’universo, ora si osserva la materia nella sua precarieta, terrena. La verticalita, della colonna di “Cartolina da Istanbul” richiama l’asse che unisce terra e cielo, passato e futuro, scienza e spiritualita,$ in un equilibrio continuamente messo alla prova. Il frammento di volto, su cui la colonna trova appoggio, introduce la dimensione umana all’interno di un linguaggio architettonico e astronomico. E: la memoria dell’uomo a sostenere l’architettura del tempo, così, come la ricerca artistica sostiene e rinnova il dialogo con la storia. L’opera diventa così, un’installazione di confine: tra rovina e ricostruzione, tra perdita e rinascita, tra osservazione scientifica e contemplazione estetica. Attraverso questa installazione, Galliani propone alla Specola un dispositivo di riflessione che trasforma lo spazio espositivo in un luogo di sospensione: un invito a interrogarsi sul destino della materia, sull’identita, culturale e sul ruolo dell’arte come strumento di rigenerazione.” Biografia

Michelangelo Galliani nasce nel 1975 a Montecchio Emilia (RE). Inizia a lavorare come scultore molto giovane. Frequenta prima l'Istituto d'Arte Paolo Toschi di Parma con indirizzo Scenotecnica, si specializza poi all'Istituto per l'Arte e il Restauro di Palazzo Spinelli a Firenze e si diploma infine all’Accademia di Belle Arti di Carrara con indirizzo Scultura. Attualmente oltre al suo lavoro di scultore e, docente di "Tecniche del Marmo e delle Pietre dure" presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Espone con successo in Italia e all'estero. Nel 2022 ha partecipato alla Biennale di Venezia. E: uno scultore che possiede e adopera gli arnesi del mestiere, grazie al talento e a uno scrupoloso apprendistato; affronta le materie insigni ed impervie, e, tuttavia, gli esiti del suo lavoro sono privi di ogni retorica neoclassicista e le sue elezioni estetiche, anche in direzione della bellezza e dell’euritmia, accettano di essere incomplete, interrotte dal dubbio, spezzate da materie altre, minacciate, come tutto, di corruzione e di mancata eternita'

La Specola.

La torretta a pianta ottagonale, sita nell’attuale via Cadorna a Verbania, compare per la prima volta nella mappa catastale Rabbini del 1858 e venne registrata. come “specula”, termine ormai poco usato che indica un luogo elevato, adatto per le osservazioni astronomiche. Al tempo l'immobile, come tutta l'area circostante, era di proprieta, degli eredi del colonnello Luigi Cadorna. Stranamente nei successivi registri la torretta non fu piu, censita; ricompare catastalmente solo nell'ultimo decennio dell'Ottocento, ancora con il nome di “specola”. I nuovi proprietari erano Carlo e Pietro Erba, ricchi commercianti pallanzesi. Da un documento conservato all'Archivio di Stato di Verbania, sappiamo che la famiglia Erba possedeva un telescopio e questo dato induce a pensare che la torretta fosse proprio usata per osservare le stelle. In un atto di divisione redatto il 27 maggio. 1895 dal notaio Giulio Innocenti l'area in cui sorge la Specola fu così, descritta: «Il grande appezzamento cintato posto a Nord di detta casa e, costituito da una superficie a due piani di cui la parte piu, bassa e, verso la via Cadorna, e, adibita a corte, ed il piano superiore e, coltivato a giardino ed orto con alcune piante, di cui 3 d’alto fusto. Esso contiene una tettoja coperta in tegole appoggiata sopra pilastri in muratura ed e, posta all’angolo Nord-Ovest, ed una torre in muratura di forma ottagonale con soprastante terrazzo poggiato sopra voltone in pietra, al quale si accede mediante viottolo corrente su di un terrapieno addossato alla stessa torre». Non vi era quindi una scala esterna, ma si raggiungeva il terrazzo sommitale adibito a osservatorio mediante una salita in terra battuta. Nella seconda meta, del Novecento, la Specola e le adiacenti tettoie vennero usate come magazzini e solamente a partire dal 1996 l'intera area fuori riqualificata, diventando di proprieta, comunale.

 


 


 

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