Le recenti dichiarazioni delle autorità ticinesi sulla cosiddetta “tassa sulla salute” riaccendono il dibattito sul provvedimento italiano che riguarda i lavoratori frontalieri. A intervenire è l’Unione Frontalieri Italiani in Svizzera, che ribadisce la propria netta contrarietà alla misura e ne chiede l’abolizione.
Secondo l’associazione, le posizioni espresse dal Canton Ticino confermerebbero quanto sostenuto fin dall’introduzione della norma: il prelievo sarebbe incompatibile con gli accordi internazionali tra Italia e Svizzera in materia di fiscalità dei lavoratori frontalieri.
L’organizzazione sottolinea come il contributo, indipendentemente dalla sua denominazione normativa, si tradurrebbe in un ulteriore prelievo sul reddito già tassato secondo le regole previste dall’Accordo fiscale bilaterale.
"Il Governo ticinese afferma apertamente che la misura configura una violazione degli accordi bilaterali e del principio della tassazione esclusiva previsto per i lavoratori in regime transitorio", viene evidenziato nel comunicato.
Per i frontalieri, la questione non riguarderebbe soltanto gli effetti applicativi della norma, ma la sua stessa legittimità. "Se una disposizione è in contrasto con un accordo internazionale ratificato, il problema esiste dal momento della sua approvazione", sostiene l’associazione.
Nel documento si ricorda inoltre come, secondo la posizione espressa, la Lombardia sia rimasta sostanzialmente isolata nel sostenere la misura, mentre aumentano le richieste di revisione o ritiro per evitare tensioni istituzionali e possibili contenziosi tra Stati.
L’organizzazione annuncia infine la volontà di proseguire nella propria azione a tutela dei lavoratori frontalieri, chiedendo l’abrogazione della cosiddetta “tassa sulla salute” e il pieno rispetto degli accordi bilaterali tra Italia e Svizzera.
"I lavoratori frontalieri non possono essere utilizzati come strumento per reperire risorse in violazione di impegni internazionali già assunti", conclude il comunicato, ribadendo il principio del rispetto degli accordi come base dei rapporti tra i due Paesi.














