S’è conclusa con la lettura degli articoli della prima parte della Costituzione da parte dei neo maggiorenni, e con le note dell’Ente musicale città di Verbania, la cerimonia provinciale del 2 giugno, 80°anniversario del referendum costituzionale che sancì il passaggio dalla monarchia alla Repubblica.
S’era aperta con la deposizione di due corone in memoria dei caduti, l’una davanti al Monumento ai caduti sul lungolago di In tra, l’altra dal piroscafo Piemonte, il natante più antico della flotta della Navigazione Lago Maggiore sul tratto di lago antistante la passeggiata di corso Mameli. Ad imporre il mutamento di cerimoniale, inizialmente previsto sul lungolago di Pallanza, è stato il meteo che ha costretto la Prefettura a suddividere il programma tra il lungolago e la sala teatro de “Il Maggiore”.
“Ottant’anni fa – ha ricordato il sindaco, Giandomenico Albertella – l’Italia appariva divisa, la Repubblica aveva vinto per 2 milioni di voti – invece ha saputo ricostruirsi più volte, nel corso delle diverse emergenza che si sono susseguita”.
Anche il Verbano Cusio Ossola ha contribuiti: “La Repubblica dell’Ossola ha anticipato la futura forma di Governo, Omegna e il Cusio son i diversi marchi del casalingo ha contribuito al miracolo economico, Verbania troppo bella da apparire finta, nata da un campanilismo imposto dall’alto, ha saputo fare del campanilismo il suo punto di forza”. Anche il vicepresidente della Provincia, Rino Porini è partito dal “2 giugno 1946, allora era un Paese lacerato e diviso. Nel mondo in guerra di oggi, la nostra Repubblica è un baluardo. Dimostra una forza che tocchiamo con mano anche qui con la nutrita presenza dei volontari, dei sindaci, delle forze dell’ordine. Un pensiero particolare va ai giovani: ora tocca a voi, nuove generazioni portare avanti il cammino di chi vi ha preceduto perché la libertà, i diritti non sono acquisiti per sempre, vengono continuamente messi in discussione”.
Il Prefetto, Matilde Pirrera, ha ricordato Rosa Oliva: “Senza di lei io non sarei potuta diventare Prefetto, fu lei infatti nel 1960 ad impugnare il bando del Ministero dell’interno he impediva alle donne l’accesso alla carriera prefettizia e lo vinse".
















