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Cultura | 01 giugno 2026, 15:21

"L'amore grigio": in libreria il romanzo d'esordio del bavenese Andrea Marzola

Una storia di relazioni, segreti e rinascita ambientata sulle sponde del lago Maggiore

"L'amore grigio": in libreria il romanzo d'esordio del bavenese Andrea Marzola

È uscito nei giorni scorsi “L’amore grigio”, il romanzo d’esordio del bavenese Andrea Marzola. Il volume è edito da Edizioni Underground, una piccola casa editrice milanese contro l’editoria a pagamento.

La sinossi del libro: il protagonista è un uomo di trentatré anni, vive ancora con la madre, in un piccolo paese sul lago Maggiore, e lavora come portiere notturno d’albergo. Sogna di innamorarsi e di avere una famiglia, anche se è ormai disilluso dalla vita. Quando incontra, per caso, Isabella, crede di avere una nuova opportunità e vede incarnati i suoi desideri. Lei è seducente, ha origini polacche e qualche segreto di troppo. Durante un viaggio in Polonia il protagonista conosce meglio la ragazza: la sua dipendenza dall’alcol, ereditata dal padre, la storia del suo approdo giovanissima in Italia, insieme alla sorella maggiore, per lavorare come escort nei night club. Scopre che, nel tempo, si è messa in proprio ed è diventata l’amante di uomini facoltosi. Solo dopo essere caduta in disgrazia è stata costretta a lavorare come barista nel locale di un suo ex cliente, morbosamente innamorato di lei.

In un flusso di rievocazioni, di flashback e di episodi narrati, il protagonista è dilaniato dal dubbio: salvare Isabella aiutandola a uscire dal suo alcolismo o scappare? Sceglie di combattere per quell’amore sofferto e si rivolge persino a un centro di alcolisti anonimi pur di offrire supporto alla ragazza. Anche l’ultimo tentativo fallisce e decide di lasciarla.

Nell’ultima parte del libro, il protagonista ha ormai quarantasei anni, vive con Isabella e racconta le vicissitudini che lo hanno riavvicinato a lei. Si interroga sul miracolo di cui è stato testimone: una donna con una seria dipendenza dall’alcol, instradata su un sentiero di squallida quotidianità e infelice routine, che sceglie di smettere di bere e dimentica il suo passato grazie a uno sbiadito e misero amore grigio.

Il narratore, incarnato nel protagonista, non si presenta mai formalmente al lettore, non parla di sé, del suo nome o della sua storia, fatta esclusione che per alcuni dettagli distribuiti nel testo. Dichiara soltanto con prepotenza la sua necessità di scrivere per esorcizzare il ricordo, in una rievocazione terapeutica degli eventi. Il titolo si riferisce alla domanda che aleggia nel romanzo. Se nell’immaginario collettivo alcune emozioni sono espresse attraverso determinati colori, può l’amore, il sentimento universale che coinvolge ogni sfaccettatura dell’animo umano, essere grigio? Due persone possono legarsi spinte non dall’attrazione fisica, dal rispetto reciproco, dall’ammirazione, dalla complicità, ma dalla solitudine e dalla disperazione? E intrecciare la propria storia a quella dell’altro può rappresentare la sola possibilità di salvezza, l’unica sfumatura di un amore? Le risposte potrebbero forse essere chiazze opache di grigio diluite in due anime infelici.

l.b.

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