La provincia del Verbano Cusio Ossola ha deciso di non rinnovare la concessione per lo sfruttamento delle sorgenti Ausonia e San Lorenzo, note come “Terme di Bognanco”, motivando il provvedimento con una serie di criticità ritenute gravi e persistenti: impianti giudicati obsoleti, carenze sul piano della manutenzione e della gestione, problemi legati alla sicurezza e all’igiene, oltre all’assenza di garanzie economiche e finanziarie considerate adeguate a sostenere un reale rilancio dell’attività.
La decisione è contenuta in una determinazione dirigenziale con cui il servizio georisorse ha disposto la chiusura negativa del procedimento e la cessazione definitiva della concessione, respingendo l’istanza di rinnovo presentata dalla società.
Secondo quanto riportato nell’atto, l’istruttoria avrebbe evidenziato numerose criticità che non sono state superate neppure dopo le osservazioni presentate dalla società, come previsto dalla normativa sul procedimento amministrativo. Tra gli aspetti contestati figurano innanzitutto carenze nelle capacità tecniche, con impianti ritenuti non adeguati e in stato di scarsa manutenzione, l’assenza di programmi di intervento strutturati e la mancata tutela delle aree di salvaguardia delle sorgenti.
Ulteriori problemi riguardano la sicurezza e l’igiene: durante diversi sopralluoghi, la provincia avrebbe rilevato una situazione di incuria nella gestione dello stabilimento e l’assenza di adeguati sistemi di monitoraggio e autocontrollo delle acque. A questo si aggiunge la mancata dimostrazione delle capacità economiche e finanziarie: i bilanci risultano in perdita già prima del periodo Covid e i piani di sviluppo presentati sono stati giudicati incoerenti o poco realistici, senza garanzie bancarie a supporto degli investimenti annunciati.
Nel provvedimento vengono inoltre evidenziate situazioni debitorie non sanate, comprese irregolarità nel pagamento dei canoni provinciali, debiti nei confronti del comune di Bognanco e una posizione contributiva (Durc) risultata irregolare verso Inps e Inail. Anche sul piano del rilancio complessivo, la provincia rileva l’assenza di un progetto concreto, sia dal punto di vista organizzativo sia occupazionale, nonostante le dichiarazioni sull’intenzione di incrementare produzione e attività.
Il documento sottolinea inoltre lo stretto collegamento con la precedente bocciatura del rinnovo della concessione “Gaudenziana”, relativa allo stesso stabilimento e già chiusa negativamente nel dicembre 2023, decisione poi confermata anche in sede successiva. Secondo l’amministrazione provinciale, le problematiche riscontrate in quel procedimento – in particolare la mancata dimostrazione delle capacità tecnico-economiche – si ripresentano anche nel caso delle sorgenti Ausonia e San Lorenzo, rendendo impossibile una valutazione favorevole.
La società aveva presentato osservazioni e una relazione integrativa tra novembre e dicembre 2025, ma per la provincia non sono state sufficienti a superare i motivi ostativi già evidenziati. In particolare, i piani industriali depositati sono stati giudicati non aggiornati rispetto alla reale situazione dello stabilimento e privi di concretezza sotto il profilo operativo.
Con la determina, la provincia dispone quindi la chiusura negativa del procedimento di rinnovo, la cessazione della concessione ai sensi della legge regionale sulle acque minerali e l’archiviazione definitiva dell’istanza.














