Nel Verbano Cusio Ossola il settore industriale-manifatturiero si conferma il cuore pulsante dell’economia provinciale, rappresentando il 20% del Pil totale, a cui si aggiunge il 7% generato dal comparto edile. Con circa 19.000 addetti, le imprese del territorio presentano oggi, in concomitanza con la Giornata nazionale del Made in Italy, il loro "Manifesto": un documento che traccia la rotta tra successi storici e nuove sfide globali, fondato su tre pilastri imprescindibili: capitale umano, innovazione tecnologica e sostenibilità.
Un’economia aperta al mondo
Nel 2025, l’export del Vco ha raggiunto la quota record di 800 milioni di euro. Sebbene i mercati di prossimità (Svizzera, Germania e Francia) rimangano prioritari, la qualità del "Made in Vco" ha conquistato mercati d'oltreoceano, con gli Stati Uniti come primo partner extra-europeo.
Le eccellenze del territorio: tra robotica e saper fare
Il manifesto analizza i comparti d'eccellenza che rendono la provincia un punto di riferimento internazionale:
Casalingo: un settore capace di unire l'Industria 4.0 alla cura artigianale. La precisione delle macchine si fonde con l’estetica e la durabilità che solo l’occhio umano sa garantire.
Chimica e materie plastiche: un comparto storicamente radicato che oggi guida la transizione verde attraverso brevetti internazionali, economia circolare e il recupero creativo dei materiali (Pet e polietilene riciclato).
Metallurgia e carpenteria: aziende trasformate in veri "hub tecnologici" per settori critici come automotive, difesa e oil&gas.
Edilizia: motore fondamentale per la messa in sicurezza del territorio e l'ammodernamento delle strutture turistiche, in una sinergia vincente tra estetica e funzionalità.
Settore estrattivo: dalle storiche cave di granito rosa di Baveno al marmo di Candoglia, la tradizione secolare si è evoluta in altissima specializzazione tecnologica a bassa impronta ecologica.
Rubinetteria e minuteria: leader nell'innovazione tecnologica, con lo sviluppo di sensori avanzati per il risparmio idrico e un know-how ingegneristico unico.
Tessile e meccanotessile: nel Vco il settore rappresenta un’eccellenza storica. Puntando sulla qualità delle materie prime e della produzione, focalizzata sul mercato del lusso e dell'alta moda, il comparto si contraddistingue per capacità di innovazione, resilienza e orientamento all’export.
Servizi: rappresenta il complemento naturale della manifattura; le aziende che ne fanno parte agiscono come un tessuto connettivo che tiene insieme i pilastri del territorio: l'industria, il turismo e il commercio.
Nel delineare la sua visione per il futuro del territorio e del sistema produttivo locale, il presidente di Unione Industriale Vco Fausto Milanesi mette al centro del suo mandato tre pilastri fondamentali: capitale umano, innovazione tecnologica e sostenibilità. Al riguardo, Milanesi ha affermato: "Dobbiamo lavorare per rendere le nostre aziende e il nostro territorio attrattivi per i giovani. Il capitale umano è la nostra risorsa più preziosa: senza competenze e senza un ricambio generazionale adeguato, non c'è crescita possibile”.
Sul tema dell’innovazione tecnologica, Milanesi si è invece espresso in questi termini: "L’innovazione non è un’opzione, ma una necessità. Il nostro compito è accompagnare le imprese nel percorso di transizione digitale, affinché la tecnologia diventi sempre più uno strumento di supporto per esaltare il 'saper fare' tipico del nostro Made in Italy." Infine, per Milanesi, la sostenibilità non deve essere vista come un costo o un obbligo burocratico, bensì come un fattore di sviluppo. Al riguardo ha infatti dichiarato: "La sostenibilità è la chiave per garantire un futuro di lungo periodo. Un’industria moderna deve al contempo rispettare l'ambiente e favorire il benessere della comunità in cui opera, adottando politiche green ed iniziative di carattere sociale. Il nostro territorio, per la sua bellezza naturale, deve essere l'esempio di un'integrazione perfetta tra produzione e tutela ambientale”.
Un appello alle istituzioni
Il Manifesto si conclude con un richiamo al pragmatismo: per affrontare l’instabilità geopolitica e il carico burocratico, le imprese non possono essere lasciate sole. È necessario un sostegno istituzionale forte per proteggere il patrimonio industriale, ancora oggi motore economico della nostra provincia e quel "gusto di veder prosperare la propria azienda" che, come ricordava Luigi Einaudi, è la vera molla del progresso.














