Un confronto sul ruolo degli spazi culturali cittadini e sulla capacità di intercettare i linguaggi delle nuove generazioni. È il tema rilanciato da Selvaggia Laudani, dell’associazione culturale musicale Ari.zon, che invita Verbania a interrogarsi sul futuro della propria offerta culturale e sull’utilizzo di uno dei suoi luoghi simbolo: il Teatro Maggiore.
Lo spunto arriva da un evento a Genova, dove migliaia di giovani hanno partecipato a un grande appuntamento techno gratuito sostenuto dall’amministrazione comunale lo scorso sabato. Un modello che, secondo Laudani, dimostra come la cultura contemporanea possa diventare anche strumento di aggregazione e partecipazione urbana.
“Non si tratta solo di musica – spiega Laudani – ma di visione. Anche a Verbania esistono spazi importanti come il Teatro Maggiore, che rappresenta uno dei principali poli culturali della città. Eppure, tra molti giovani, cresce la percezione che l’offerta sia ancora troppo orientata a un pubblico adulto e poco aperta ai linguaggi contemporanei”.
Laudani entra nel merito di cosa intenda per “linguaggi contemporanei”: “Quando parlo di linguaggi contemporanei mi riferisco a forme di espressione culturale che oggi parlano davvero ai giovani: per esempio la musica elettronica, i dj set, ma anche eventi ibridi che uniscono musica, arte visiva, performance e socialità. Non è qualcosa di distante o elitario: sono semplicemente i modi con cui le nuove generazioni vivono la cultura oggi. Questo non sostituisce la cultura tradizionale, ma la affianca”.
Una riflessione che, sottolinea, non vuole essere una critica alla programmazione esistente, ma una richiesta di equilibrio e apertura. “Quando queste forme non trovano spazio – aggiunge – il risultato è che i giovani cercano altrove ciò che qui non trovano. Non si parla solo di eventi, ma di vita sociale e identità culturale della città”.
Il messaggio è diretto alle istituzioni: dal sindaco Giandomenico Albertella agli assessori, fino alla Fondazione del Teatro Maggiore e alle forze politiche locali. La domanda è chiara: "quale modello culturale vuole adottare Verbania nei prossimi anni?"
"In queste ore ho ricevuto anche alcuni riscontri positivi rispetto al dibattito che ho voluto aprire. Il capogruppo del Partito Democratico, Riccardo Brezza, ha definito la mia proposta “un’analisi seria e ben argomentata”, dicendosi disponibile “a partecipare a qualunque percorso che possa contribuire a costruire qualcosa in questa direzione”. continua Laudani - "Sulla stessa linea anche l’ex sindaca di Verbania, Silvia Marchionini, che ha espresso apprezzamento per l’idea di aprire questo confronto, parlando di “bellissimi progetti” e di iniziative che, secondo quanto riportato, avrebbe sostenuto anche durante il suo mandato".
La proposta di Ari.zon, dunque, non si limita a una provocazione, ma apre un confronto politico e culturale più ampio sull’utilizzo degli spazi pubblici e sul ruolo del Teatro Maggiore, affinché possa accogliere anche eventi contemporanei regolamentati e pensati per i giovani.
“Non si tratta di fare ‘una serata’ – conclude Laudani – ma di decidere che città vogliamo essere nei prossimi anni. I giovani non chiedono privilegi. Chiedono spazio”.












