“La privatizzazione del Castelli è una scelta sbagliata che mette a rischio l’equità delle cure”, dichiarano l’ex sindaca, Silvia Marchionini, e Patrich Rabaini replicando alle dichiarazioni a mezzo stampa dell’assessore regionale Federico Riboldi e di Giandomenico Albertella, presidente della rappresentanza e della conferenza dei sindaci Asl Vco.
“È una scelta errata – proseguono –, capace di minare alle fondamenta l’universalità e l’equità del sistema sanitario nel Vco. Non colpisce solo Verbania ma risulta dannosa per i cittadini di tutto il territorio provinciale. È bene ricordare che, già oggi, il rapporto dei posti letto nel Vco è di 3 a 1 a favore del privato. Sul nostro territorio, infatti, operano tre strutture private per complessivi 700 posti letto e un ospedale a gestione mista pubblico-privata con 100 posti letto (di fatto gestito dal privato ma con soldi pubblici). Di contro, gli ospedali pubblici garantiscono appena 250 posti letto. In questo contesto, il ruolo della sanità privata non è più integrativo ma è diventato quasi sostitutivo”.
Inoltre, rilevano, “Il piano delineato a mezzo stampa – sul quale stupisce il silenzio del sindaco di Verbania – innescherà una competizione distorta tra Verbania e Domodossola, ovvero tra privato e pubblico. Questa concorrenza, lungi dal migliorare la qualità del servizio, scatenerà una corsa ai pazienti più remunerativi a vantaggio del privato. L’ospedale pubblico verrebbe così relegato alla gestione dei soli casi complessi e a bassa redditività, scivolando verso il ruolo marginale di ospedale dei poveri”.
“Forti perplessità – concludono – restano sul futuro del pronto soccorso H24 di Verbania. Quali saranno le sue funzioni? Sarà gestito dal pubblico o dal partner privato? L’esperienza del punto di primo intervento di Omegna rappresenta un precedente che non lascia tranquilli i cittadini verbanesi. Rimaniamo convinti che la migliore risposta possa arrivare solo da un ospedale pubblico, unico e realmente baricentrico, supportato da un’adeguata rete territoriale. Il ritorno a schemi fallimentari già contrastati unitariamente nel 2019, allora con il sostegno dell’attuale sindaco di Verbania, non porterà alcun beneficio. Siamo di fronte a un disegno che, in linea con le politiche del governo nazionale, configura un vero e proprio attacco alla sanità pubblica”.














