Con l’antologica “Alessandro Mendini. Cose, Stanze come Mondi”, in programma a Villa Giulia dal 16 maggio al 27 settembre 2026, Verbania punta a replicare e superare il successo dello scorso anno, che aveva registrato oltre 7.000 visitatori.
“Lavoreremo per intercettare il pubblico straniero – spiega il sindaco Giandomenico Albertella – organizzando, ad esempio, visite guidate in collaborazione con le strutture ricettive del territorio. Ci muoviamo nel solco della valorizzazione di Villa Giulia, uno scenario già di per sé prestigioso e del rapporto con artisti come fu, lo scorso anno, Ugo Nespolo, diventato nel frattempo un amico di Verbania”.
L’esposizione, prosegue il primo cittadino, “sarà anche un veicolo per promuovere il lungolago. Per noi il rapporto tra cultura e turismo è imprescindibile”, sottolineando anche il legame tra Mendini e il territorio, dove collaborò, tra gli altri, con Alberto Alessi.
“Una programmazione coerente – aggiunge l’assessore alla Cultura Luciano Paretti – che punta su artisti italiani di fama internazionale ospitati in un luogo in stretta connessione con l’ambiente”.
Attenzione anche al pubblico più giovane. “Organizzeremo iniziative con le scolaresche, a partire dai più piccoli, che già lo scorso anno hanno suscitato interesse e avuto successo”, anticipa l’assessore all’Istruzione Liala Sartori.
“È anche un modo per avvicinare i giovani agli eventi culturali – conclude Albertella – che si affianca ad altre iniziative, come l’ingresso gratuito fino ai 18 anni. I verbanesi potranno inoltre visitare la mostra gratuitamente ogni lunedì per tutta la durata dell’esposizione”.
UNA GRANDE ANTOLOGICA TRA DESIGN E PENSIERO
Alessandro Mendini (Milano, 1931-2019) non è stato soltanto uno dei più geniali interpreti del design e dell’architettura del Novecento, ma un intellettuale capace di rivoluzionare il concetto stesso di progettazione, introducendo elementi innovativi sia sul piano strutturale sia su quello decorativo.
La mostra, curata da Loredana Parmesani, è organizzata dal Comune di Verbania in collaborazione con l’Archivio Alessandro Mendini (Elisa e Fulvia Mendini), con progetto di allestimento di Alex Mocika e il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia del VCO, Distretto Turistico dei Laghi, Museo del Paesaggio, Ente Giardini Botanici di Villa Taranto, Associazione Amalago e Ordine degli Architetti.
In esposizione 130 opere tra le più iconiche della sua produzione, in un percorso che attraversa l’intera carriera: dal Radical Design milanese degli anni Settanta fino alle teorie postmoderne, passando per le collaborazioni con aziende come Alessi.
LE “STANZE” COME MONDI
Il percorso espositivo è costruito in stretta relazione con gli spazi di Villa Giulia: ogni stanza è dedicata a un capolavoro, selezionato insieme alle figlie Fulvia ed Elisa Mendini.
Tra le opere esposte figurano la Poltrona di Paglia (1974), manifesto di un design inteso come strumento di provocazione e impegno sociale, la celebre Poltrona di Proust (1978), il divano K2 (2013), il Mendinigrafo (1985) e la collezione 100% Make up – Alessi (1992), composta da cento vasi decorati da artisti e designer internazionali.
In mostra anche “Mobili per uomo: Giacca – Bisazza” (1997), che trasforma un abito in un oggetto monumentale di design.
Ogni creazione è accompagnata da disegni, oggetti, dipinti e testi che ne raccontano la genesi, offrendo al pubblico un viaggio completo nell’universo creativo dell’artista.
UN RACCONTO TRA EMOZIONE E PROGETTO
“In ogni spazio – sottolinea Loredana Parmesani – l’oggetto iconico dà il via a un racconto progettuale ed emozionale che si sviluppa in un percorso fatto di oggetti, disegni, fotografie e scritti”.
“Perché le stanze? Perché le stanze come mondi? Perché sono state uno dei fili conduttori della sua ricerca. La stanza è luogo della riflessione, del lavoro ma anche dell’inquietudine, che può diventare prigione da cui fuggire grazie all’immaginazione”.
UNA MOSTRA CHE PARLA ALLA CITTÀ
“Accogliere a Verbania una così ampia e articolata antologica dedicata a Alessandro Mendini – conclude Giandomenico Albertella – significa rendere omaggio non solo a un protagonista del design, ma a un intellettuale capace di ridefinire il senso stesso del progetto. Villa Giulia si conferma così un luogo privilegiato di riflessione, crocevia di linguaggi e visioni contemporanee”.
Una mostra che unisce cultura, territorio e turismo, e che si candida a essere uno degli appuntamenti più rilevanti della stagione sul Lago Maggiore.


















