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Attualità | 15 marzo 2026, 09:50

Sfiducia a Francioli, opposizioni all’attacco: "Rimosso un presidente appena rieletto dai cittadini"

Forza Italia parla di "motivazioni che non stanno in piedi". Marchionini e Rabaini: "Uno schiaffo a chi si impegna gratuitamente per la città"

Sfiducia a Francioli, opposizioni all’attacco: "Rimosso un presidente appena rieletto dai cittadini"

La sfiducia al presidente del Consiglio di quartiere Verbania Est, Ettore Francioli, continua a far discutere anche sul piano politico. Dopo il voto a scrutinio segreto che ne ha decretato la decadenza dall’incarico, arrivano infatti le critiche delle opposizioni in consiglio comunale.

Durissima la presa di posizione di Forza Italia Verbania, con il consigliere comunale Samuele D’Alessandro, presente all’assemblea, e la capogruppo Mirella Cristina, che parlano di una decisione difficile da comprendere.

"È stato rimosso un presidente di quartiere che i cittadini avevano appena rieletto e con motivazioni che non stanno in piedi", dichiarano i due esponenti azzurri.

La mozione di sfiducia, presentata da quattro consiglieri del quartiere, è stata votata nel corso di una riunione molto partecipata, con una sala gremita di cittadini nonostante il maltempo. Molti dei presenti hanno manifestato apertamente il proprio sostegno a Francioli.

Secondo D’Alessandro, l’ex presidente non sarebbe stato un amministratore "scomodo", ma semplicemente una figura che ha svolto il proprio ruolo rappresentando le esigenze del territorio. "Francioli ha fatto quello che un rappresentante dei cittadini dovrebbe fare: segnalare i problemi del quartiere, chiedere una sede adeguata per le riunioni e dare voce ai residenti delle frazioni collinari. Proprio su questo ha costruito la sua credibilità".

Il consigliere di Forza Italia sottolinea anche l’aspetto politico della vicenda: pochi mesi fa, dopo una fase particolarmente tesa, i cittadini del Quartiere Est erano stati chiamati alle urne e avevano riconfermato Francioli presidente con 129 preferenze, il numero più alto.

"Questo significa che la comunità aveva già espresso chiaramente la propria fiducia – prosegue D’Alessandro –. Le motivazioni alla base della sfiducia sono deboli e non stanno in piedi. Qui non si parla di irregolarità gravi, ma si è deciso di spazzare via una persona che ha avuto il coraggio di dire le cose come stanno e difendere il proprio quartiere".

D’Alessandro e Cristina criticano inoltre la gestione della vicenda da parte dell’amministrazione comunale. "Da chi ha responsabilità sui quartieri ci saremmo aspettati dialogo, mediazione e capacità di ascolto. Invece si è arrivati a una sfiducia che si regge su motivazioni fragili e poco credibili. Si può togliere una carica, ma non si può cancellare la volontà di una comunità".

Il consigliere azzurro conclude con una riflessione sul rapporto tra giovani e politica: "Tutti si chiedono perché i ragazzi non si impegnino nella vita pubblica. Quando vedono che chi dedica tempo al proprio quartiere viene fatto fuori perché dice la verità e lavora per il bene comune, è facile capire perché molti scelgano di restare a casa".

Le conseguenze della rottura tra l’ex presidente e il consiglio non si esauriscono però con la sfiducia. A assemblea conclusa è arrivato in tempo reale anche un comunicato dell’ex sindaca Silvia Marchionini e del consigliere Patrich Rabaini.

"Il sindaco e questa amministrazione – accusano – non accettano il dissenso. Da questa vicenda capiamo due cose: chi esprime opinioni diverse va messo a tacere; al dibattito e al confronto, sulla base di un mandato elettivo nei quartieri, il sindaco risponde sentendosi il padrone della città".

"Questo – concludono – è l’ennesimo schiaffo a chi presta il proprio impegno gratuitamente a favore della città".

Redazione

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