Il dibattito sulle nuove lauree magistrali infermieristiche a indirizzo clinico si infiamma. Il sindacato Nursing Up interviene con forza sulla mozione approvata dal Consiglio Nazionale della Fnomceo, che aveva sollevato critiche al decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) che istituisce i tre nuovi percorsi formativi.
Secondo Nursing Up, il richiamo all’articolo 7 della legge 23 settembre 2025, n. 132, fatto nella mozione, è “improprio e fantasioso”. La disposizione citata riguarda esclusivamente il rapporto tra sistemi di intelligenza artificiale e responsabilità clinica, stabilendo che la decisione finale spetta sempre alla professione medica. Non interviene sulle competenze assistenziali, non modifica il perimetro delle professioni sanitarie e non pone alcun vincolo all’istituzione di nuovi percorsi formativi infermieristici.
«Il sistema sanitario è per sua natura dinamico – dichiara Antonio De Palma – Evolvono i bisogni di salute, i modelli organizzativi e le responsabilità professionali. Non si può cristallizzare l’assetto delle professioni con interpretazioni estensive di norme che hanno altra finalità».
Per il sindacato, le lauree magistrali a indirizzo clinico rappresentano un’evoluzione coerente e prudente, allineata con le pratiche di molti Paesi europei, dove gli infermieri con formazione avanzata svolgono funzioni più ampie. Nursing Up ribadisce inoltre che la diagnosi medica resta prerogativa del medico, mentre le competenze infermieristiche si collocano nei propri ambiti assistenziali autonomi, nel rispetto reciproco tra professioni, condizione essenziale per un sistema moderno ed efficiente.
«Nulla si toglie alla centralità del medico. Ma nulla può togliere, a sua volta, alle competenze proprie delle altre professioni sanitarie», sottolinea De Palma.
In una fase cruciale per la definizione dei nuovi perimetri formativi, il sindacato richiama l’attenzione sul fatto che la professione infermieristica non può restare in silenzio. «La sanità moderna si costruisce con integrazione, non con irrigidimenti interpretativi. L’evoluzione infermieristica non può essere arrestata da letture che non trovano fondamento nei testi normativi», conclude De Palma.














