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Cultura | 19 giugno 2024, 10:51

Con Maurizio Leigheb alla scoperta del pittore-etnologo Guido Boggiani

Il 21 giugno al Museo del Paesaggio il primo evento collaterale della mostra "Più oltre, più oltre del nuovo"

Con Maurizio Leigheb alla scoperta del pittore-etnologo Guido Boggiani

È in programma per venerdì 21 giugno alle 18.30 il primo evento collaterale di “Più oltre, più oltre nel nuovo. I viaggi di un artista: Guido Boggiani”, la mostra allestita al Museo del Paesaggio di Verbania. Si tratta di un incontro con Maurizio Leigheb, etnologo, documentarista e scrittore novarese, che racconta Boggiani come artista ed etnologo.

“Guido Boggiani da pittore, attraverso i suoi viaggi, si è trasformato in etnografo e linguista. A livello internazionale è certamente diventato più famoso come etnografo che come pittore, è stato un pioniere, un precursore dell’etnologia – spiega Maurizio Leigheb -. Boggiani ha visitato prima alcune popolazioni poco note del Paraguay e poi i villaggi dei Caduveo, i famosi indios cavalieri, i primi ad usare il cavallo in Sudamerica, animale importato dagli europei. Grazie al cavallo riuscirono a dominare una parte piuttosto vasta di territorio sudamericano, rappresentando un pericolo per i coloni europei di quelle zone”.

Nella seconda metà dell’Ottocento, Boggiani ha scritto un diario che è una delle prime monografie etnografiche al mondo – prsegue l’etnologo -. Apparentemente sembra un diario di viaggio, ad una analisi attenta risulta un vero e proprio studio etnografico della popolazione dei Caduveo, all’epoca praticamente sconosciuta. Importanti studiosi hanno poi ripreso e approfondito le ricerche di Guido Boggiani. Claude Lévi-Strauss, per esempio, l’ha citato tre volte nelle sue opere, anche nei “Tristi tropici”, il suo saggio più famoso”.

La mostra che per la prima volta indaga l'artista Guido Boggiani è allestita a Palazzo Viani Dugnani del Museo del Paesaggi fino al 3 novembre. È curata da Aurora Scotti con Federica Rabai e Stefano Martinella e propone tele, disegni, schizzi, documenti anche inediti e riproduzioni fotografiche che ripercorrono buona parte del percorso artistico di Boggiani e dei suoi viaggi, dagli anni milanesi e romani a quelli del Sud America.

La visita alla mostra dedicata a Guido Boggiani può essere l’occasione per ammirare anche la nuova collocazione e la nuova illuminazione delle due “Allegorie” di Paolo Veronese “Allegoria con la sfera armillare” e “Allegoria della scultura” sono state riallestite sempre con punti luce curati da Francesco Iannone e Serena Tellini di Consuline Architetti Associati.

“La nuova luce del Veronese sta richiamando una buona affluenza di pubblico” rimarca il presidente del Museo del Paesaggio Carlo Ghisolfi, “visitatori – conclude – che trovano un’offerta sempre diversa in aggiunta alla nostra ricca collezione permanente. Accanto alla mostra temporanea dedicata a Guido Boggiani, quella in collaborazione con il Cai Verbano per il 150 anni del sodalizio e ancora l’esposizione dedicata ai gioielli di Federica Sala”.

l.b.

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