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Economia | 23 aprile 2023, 08:11

"In Piemonte, Liguria e valle d'Aosta entro maggio serviranno 119mila lavoratori, ma 51.700 non li troveremo"

Quello del capitale umano è uno dei tre argomenti che le Confindustrie regionali hanno affrontato nell'incontro a Torino con i parlamentari dei territori. Gli altri sono la rivoluzione digitale e le infrastrutture

"In Piemonte, Liguria e valle d'Aosta entro maggio serviranno 119mila lavoratori, ma 51.700 non li troveremo"

Infrastrutture, rivoluzione digitale e capitale umano, inteso come la difficoltà di trovare dipendenti da assumere secondo i bisogni delle aziende. Sono tre i temi principali che le industrie del Nord Ovest - Piemonte, Liguria e valle d'Aosta - hanno voluto mettere sul tavolo nel confronto con i Parlamentari delle tre regioni, circa 30, in occasione dell'incontro che si è tenuto nella mattinata di oggi. Messe insieme, si parla di territori da duecento miliardi Pil, 7500 aziende e 350mila addetti diretti.

A rappresentare le realtà produttive delle tre regioni, i presidenti di Confindustria Marco Gay, a fare gli onori di casa, Giovanni Mondini per la Liguria e Francesco Turcato per la valle d'Aosta. Un modo per unire in una voce sola tre territori che, per vicinanza o affinità, condividono molte necessità e attendono risposte da Roma, dal Governo e dal Parlamento in generale. 

"E' stata molto importante - dice Gay - dopo aver firmato il protocollo di collaborazione a fine 2022 con le due Confindustrie, aver incontrato tutti questi parlamentari. La direzione è quella di metterci tutti insieme a lavorare per mettere a frutto le nostre idee e il loro lavoro".
"Siamo a inizio legislatura, ma adesso vedremo come andranno le cose
- aggiunge -: si è deciso di vedersi con frequenze più elevate, magari ogni trimestre, ma non solo in maniera plenaria, ma anche per singole aree e commissioni, dove molti di questi parlamentari sono coinvolti in prima persona". 

La caccia al tesoro (da assumere)

E se in questi giorni si parla molto di Torino-Lione, gli scenari appaiono decisamente più ampi. A cominciare proprio dalla difficoltà ad assumere: il rapporto di Unioncamere-Anpal sul 2022 evidenzia che in Italia la difficoltà di reperimento di lavoratori è pari al 45% (rispetto al 32% del 2021) e che Piemotne, Liguria e Valle d'Aosta si attestano grossomodo in media (43,5%). In 2 casi su 3 il mismatch è dovuto alla mancanza di candidati e nelle tre regioni del Nord Ovest le difficoltà riguardano soprattutto operai specializzati (60,1%), professioni intellettuali, scientifiche e con elevata specializzazione (55,4%) e tecnici (53,3%). Una difficoltà di reperimento che per gli under 30 raggiunge il 48% e che stride, inevitabilmente, con un tasso di disoccupazione giovanile pari al 23% (tra i più elevati d’Europa).
Nel periodo marzo – maggio 2023 le imprese di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta hanno dichiarato un fabbisogno di 119mila lavoratori, ma per 51.700 di queste posizioni (pari al 43,5%) le imprese riscontreranno difficoltà nella selezione e assunzione del personale.

"Serve un'alleanza pubblico-privata che colleghi il mondo del lavoro a quello dell'istruzione, ma anche un maggiore investimento nell'istruzione tecnico-professionale. Inoltre, bisogna rafforzare l'orientamento al lavoro e puntare su istituti tecnici e Its", dicono le aziende.

Occhio al cantiere (e al Traforo)

Intanto non si allenta la presa sull'avanzamento dei lavori delle grandi infrastrutture e dei corridoi europei che attraversano le tre regioni coinvolte. Come accade ormai da anni, proprio Confindustria Piemonte monitora l'avanzamento dei lavori per le opere più importanti: se si aggiungono Liguria e valle d'Aosta, sono in tutto 42 le opere che saranno realizzate entro il 2026, di cui 27 con fondi del Pnrr (circa 16 miliardi). Altre 12 dovrebbero essere ultimate nel 2030, mentre è di ieri la notizia che la Tav dà appuntamento al 2033 per il primo treno sui binari. 



I riflettori sono accesi sulla Torino-Lione, ma anche sulla Alta Capacità Genova-Milano-Novara, il raddoppio della Genova-Ventimiglia e senza dimenticare il Traforo del Monte Bianco. Una nuova chiusura del Traforo, infatti, avrebbe un impatto negativo sul Pil del Nord Ovest di quasi il -5,4%.

In questo contesto, "è fondamentale sostenere la conversione modale della gomma al ferro, oltre all'intermodalità - è l'appello delle tre Confindustrie -. Ma bisogna anche definire gli impegni e rispettarli: dal completamento delle infrastrutture nei tempi stabiliti alla chiarezza delle scelte, senza passi indietro. Aumentare i rapporti tra porti e retroporti, decongestionari i nodi urgani e superare i ritardi burocratici".

La sfida del digitale (e il sogno dell'intelligenza artificiale)

Il terzo tassello del puzzle è quello legato alle nuove tecnologie e alla cosiddetta transizione. Dal punto di vista del personale, della connettività, dei servizi e dell'integrazione, l'Italia naviga a vista, sotto la mediocrità (ampiamente sotto) rispetto alla media europea. Come sottolineato anche nei giorni scorsi, in occasione della presentazione della seconda Region di Google Cloud proprio a Torino, se qualcosa si muove, in questo senso, è proprio grazie ai privati. Mentre sul fronte pubblico il gap resta enorme.Ecco perché le imprese, soprattutto quelle piemontesi, spingono per aumentare gli sforzi "sulle competenze specialistiche ICT, ma anche sostenere l'avviamento della Fondazione per l'Intelligenza artificiale applicata alla mobilità", ovvero quel che resta del sogno che nei mesi scorsi poteva portare a Torino l'intero polo nazionale sulla AI. E poi connettività, alfabetizzazione generale, servizi pubblici digitali per la Pubblica amministrazione, le scuole, la sanità e i trasporti.Un cammino che però non può prescindere da alcune componenti in appoggio: la Banda ultra larga 5G e 6G, la rete GSM (che rischia di essere abbandonata nel 2028, ma che potrebbe ancora tornare utile) e la cyber sicurezza, per mettere al riparo le componenti (economiche e non solo) più a rischio, nella giungla del web.

 

Massimiliano Sciullo

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