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Cultura | 08 dicembre 2022, 16:20

È uscito il secondo volume dell'Antulugìa dul dialètt da Intra

Il testo edito da Alberti completa il lavoro intrapreso da Bobo Bolognesi nel 2019 con la prima antologia

È uscito il secondo volume dell'Antulugìa dul dialètt da Intra

È uscito il secondo volume dell'Antulugìa dul dialètt da Intra. Questa seconda pubblicazione, edita sempre da Alberti Libraio Editore, completa il lavoro intrapreso da Bobo Bolognesi nel 2019 con il primo testo. Il suo lavoro di ricerca è nato dalla lunga esperienza teatrale dialettale e si è concretizzata nelle due antologie e in diverse altre pubblicazioni sul dialetto intrese.

"Con la pubblicazione del 'Parolario' nel dicembre 2021 -spiega Bobo Bolognesi-, ritenevo concluso il mio lavoro di 'raccattatore' di storie e scritti in dialetto locale, perché ero convinto di aver pubblicato tutto il materiale disponibile e sufficiente a dare sostanza alla storia ed alla cultura di questa città dove sono nato. Questa certezza è però in parte svanita durante il lockdown, quando ho messo mano alla documentazione in mio possesso solo per dare un senso alla sua archiviazione. Ed è qui che mi sono reso conto di quanti scritti in dialetto ero riuscito a raccogliere, ma soprattutto quanti di loro non avevano trovato posto nei volumi già pubblicati solo per ragioni di spazio a disposizione. Il filo conduttore di questo sesto volume che è anche l’Antologia dialettale numero due, è il Carnevale, soprattutto quello di Intra, del quale esiste una copiosa documentazione che non ha riscontro in altri centri del territorio”.

“Rieccolo -scrive Marcella Zorzit nell'introduzione del volume- l’instancabile Bobo con un'altra raccolta di notizie e di testi rigorosamente in dialetto intrese. Materiale prezioso per coloro che avranno il gusto specialistico di dedicarsi a ricerche o studi di carattere linguistico, o anche più semplicemente per chi, amando il proprio territorio, volesse curiosare nei contesti folcloristici, storici e popolari delle generazioni passate. Pagine ricche di testi espressi nella parlata popolare e che contengono nel contempo una notevole ricchezza di informazioni su usi e abitudini delle genti di una volta in diverse situazioni o eventi presenti sul territorio. Tutto ciò, senza la pretesa di procedere col metodo scientifico con cui gli storici registrano i fatti, ma riportando scorci di cronaca e di situazioni di vita popolare desunti dalla cospicua documentazione consultata e che probabilmente sarebbero rimasti nell’anonimato”.



Redazione

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