/ Amministrazione

Amministrazione | 30 novembre 2021, 19:20

I consiglieri comunali di Verbania si sono spaccati sul tema della sanità

Prima della seduta di palazzo Flaim ancora divisioni sul futuro riassetto degli ospedali provinciali

I consiglieri comunali di Verbania si sono spaccati sul tema della sanità

In città il termometro è sceso sotto lo zero ma la temperatura, l’altra sera a palazzo Flaim di Intra dov’era in programma la riunione del consiglio comunale di Verbania, era davvero molto calda. Ad infuocare il dibattito (prima dell’assise) è stata l’annosa questione del futuro riassetto della sanità provinciale, che ormai da mesi e mesi, se non addirittura da anni, vede due schieramenti contrapposti: da una parte il Pd, dall’altra la Lega, coi primi che chiedono, tra l’altro, di riportare il Castelli all’epoca pre Covid riaprendo di fatto i servizi chiusi, e i secondi che, grazie all’appoggio dell’amministrazione regionale, puntano alla costruzione di un nuovo presidio in Ossola.

Uno scontro, quello tra Pd e Lega peraltro non privo di colpi mediatici bassi, che ha stufato tanti abitanti del Vco (inutili sin qui gli appelli all’unita su un tema così delicato) ma non, a quanto pare, i diretti interessati. E cosi martedì, dopo che alcuni consiglieri comunali, a nome dei gruppi di maggioranza del centro sinistra, avevano richiesto la convocazione di una seduta aperta sul tema proprio della sanità, è andata in scena l’ennesima bagarre, a colpi di comunicati. Lega, Prima Vb, Insieme per Vb, FdI e FI hanno detto no e bollato la richiesta come “strumentale” e “dettata dalla vicinanza alle elezioni provinciali”. “Noi - hanno scritto in una nota - continueremo a lavorare in silenzio perché Verbania mantenga il proprio ospedale, a differenza del sindaco del capoluogo che nel 2015 aveva firmato per la sua chiusura e per il suo trasferimento a Ornavasso, perché vengano ripristinati tutti i servizi e affinché il nostro Castelli, oggi e nei prossimi anni, completamente riqualificato, sia dotato del proprio Dea e dei reparti ad esso collegati nonché di quelli necessari alla migliore assistenza a tutti i nostri concittadini”.

E dura e puntuale è stata la replica dei gruppi di centrosinistra, in testa il partito democratico: “Era nostra intenzione fare il punto sulla carenza di risposte dell’Asl Vco e della Regione Piemonte sul ripristino dei servizi e delle attività al Castelli nella identica misura in essere, precedentemente alle misure Covid 19, sulla carenza di personale medico specialistico e di medicina generale per l’attività di libera scelta”. Poi la stoccata. Per il Pd, Lega e cento destra rifiuterebbero il dialogo per la paura di non saper dare risposte alla domanda centrale: che destino avranno l’ospedale Castelli e i suoi servizi?

Una volta in aula, per la verità, è andata un po’ meglio. All’ordine del giorno due variazioni al bilancio, tra cui una significativa per gli sportivi perché relativa alla ristrutturazione delle piscine comunali. L’immobile, infatti, ha più di 40 anni e necessità di alcuni interventi che saranno realizzati grazie a 190 mila euro. Verrà alzato il fondale della vasca interna per risparmiare sui costi di acqua e riscaldamento. La stessa variazione di bilancio prevede anche la posa dell’impianto di illuminazione al campo sportivo del rione S. Anna e, forse, nuovi fari allo stadio Pedroli, così da poter ospitare partite di un certo livello, in notturna. Michael Immovilli, capogruppo Lega, al termine del consiglio, ha spiegato il voto del partito che rappresenta e, soprattutto, aperto a un futuro meno litigioso col sindaco Marchionini e i suoi: “Sulla prima variazione riguardante un finanziamento pari a 50 mila euro della Fondazione Cariplo e interventi sullo scolmatore di Intra coi proventi del Demanio ci siamo astenuti, mentre alla seconda variazione di bilancio abbiamo detto no, ma solo per il rispetto dei reciproci ruoli. Vorrei, però, che passasse un messaggio molto chiaro: la Lega sarà pronta a collaborare con la maggioranza, laddove le proposte saranno fatte per il bene dei cittadini. Abbiamo chiesto, per esempio -e ci hanno ascoltato- di mettere più soldi sulle manutenzioni ordinarie: 70 mila euro. Sul rilancio di Verbania, insomma, noi ci siamo e parteciperemo fattivamente: doveroso fare in modo di esserci nelle scelte importanti che riguarderanno il futuro del capoluogo”.

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore