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Economia e lavoro | 06 maggio 2021, 18:30

Export: anche il Cusio soffre. Casalinghi, Rubinetterie e valvolame col segno meno

Lo studio di Intesa San Paolo evidenzia lo stato di crisi dei distretti piemontesi

Export: anche il Cusio soffre. Casalinghi, Rubinetterie e valvolame col segno meno

Anche il Cusio, forte dei “suoi” distretti del Casalingo e delle Rubinetterie e Valvolame, soffre i riflessi della crisi economico sanitaria, per fortuna un po’ meno di altri. La performance nell’export 2020 del Casalingo, come evidenzia lo studio diffuso in questi giorni da Intesa San Paolo, fa segnare -8,2%, mentre -10,8%, è il dato relativo alle Rubinetterie e Valvolame che riguardano anche la vicina Valsesia.

Ma sono tutti i distretti piemontesi e i poli loro gemelli, sempre stando al monitor dell’istituto bancario, a essere in crisi, valutato che il bilancio si chiude con 2 miliardi di euro di perdite e un complessivo -16,8%. Unico settore in controtendenza, è quello dell’agroalimentare.

Vediamo i dati nello specifico. Già detto del Cusio-Valsesia, così alcuni altri: -44 per l’Orafo di Valenza, -27,4 per il tessile di Biella, -21,5 il polo aerospaziale piemontese, -4,7 il calo registrato dal polo Ict di Torino. Lo tsunami derivato dalla pandemia, insomma, non ha risparmiato quasi nessuno. E non avrebbe potuto essere altrimenti. “L’andamento degli ultimi dodici mesi – commentano gli esperti – è stato schizofrenico per i territori ad alta vocazione della regione. Ci sono stati dei settori e province che hanno fatto da zavorra all’intero Piemonte, trascinando la performance verso il basso”.

Lo studio fa riferimento in particolare a Valenza e Biella, mentre esclude dai “peggiori” esportatori il Verbano Cusio Ossola e la Valsesia che coi loro distretti del Casalingo e delle Rubinetterie e del Valvolame hanno, come anticipato, limitato i danni. A tenere alta la bandiera del Piemonte ci pensa, invece, l’agroalimentare. Cibi e bevande hanno chiuso il 2020 con un +2,8% rispetto all’anno precedente.

Dall’analisi realizzata da Intesa San Paolo emerge, poi, che a livello di mercati “soltanto Canada e Australia hanno dato una mano a salvare la situazione, mentre cali importanti hanno riguardato le vendite piemontesi in Svizzera, Francia, Hong Kong, Regno Unito e Spagna”. “Si chiude un anno difficile – ha dichiarato Teresio Testa direttore regionale di Intesa San Paolo – ora stiamo lavorando per sostenere l’intero sistema verso una transizione che la pandemia ha accelerato, ma comunque necessaria”. A disposizione del Nord-Ovest, così si legge, sono stati messi a disposizione 5,3 miliardi di euro da investire subito.

E proprio di recente l’assessore regionale alle Attività produttive Andrea Tronzano ha fatto visita alle principali aziende del Casalingo del Cusio. E’ stata l’occasione per fare conoscenza diretta del territorio e il punto della situazione alla luce dell’emergenza pandemica. Soddisfazione al termine della visita è stata espressa dallo stesso Tronzano, che nel corso della giornata ha incontrato il sindaco di Omegna Paolo Marchioni e il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte, Alberto Preioni.

Redazione

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