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Attualità | 23 febbraio 2021, 19:21

Tre nodi irrisolti per una città capoluogo di provincia che vuol crescere

Tra le criticità la presidenza vacante del consiglio comunale, l'agibilità del "Maggiore" e la crescita dei supermercati

Tre nodi irrisolti per una città capoluogo di provincia che vuol crescere

Troppi nodi irrisolti per una città capoluogo di provincia che vorrebbe crescere (più in fretta) per farsi trovare pronta alle sfide del domani? È questa la domanda che molti cittadini, non necessariamente legati ai partiti, si stanno facendo in queste settimane. Di recente proprio il nostro giornale aveva posto l'accento su uno dei problemi che catalizzano l’attenzione di chi a Verbania segue le vicende amministrative, ovvero la mancanza del presidente del consiglio comunale. La carica, come noto ai più, è vacante ormai da quasi quattro mesi. Da quando Giandomenico Albertella aveva lasciato, puntando l'indice contro Silvia Marchionini e la sua giunta (“non comunichiamo”). Un “fuoco amico” che aveva stupito. Perché si ritarda così tanto? Perché restare in silenzio come se ai cittadini non fosse dovuto niente? E la trasparenza dove va in questi casi? Il presidente del consiglio comunale, tanto per capirci, dovrebbe fungere da figura garante per tutti. Mica poco. Eppure sulla vicenda è calata la nebbia. Ma non è la sola questione che dà origine a polemiche e discussioni.

È di questi giorni la notizia del via libera a un nuovo supermercato della catena Eurospin, che dovrebbe sorgere sulle ceneri delle vecchie serre Hillebrand di Pallanza. “Sarebbe il terzo in viale Azari, insieme a Esselunga e Lidl, nel giro di poche centinaia di metri, non è un po’ troppo per chi ambiva al titolo di capitale italiana della cultura?”, commenta M.B., un cittadino di 55 anni che rimarca il ruolo, a suo dire, “deleterio della grande distribuzione, un mostro tentacolare che uccide i piccoli negozi al dettaglio che costituiscono il cuore pulsante della nostra città”. Dello stesso avviso anche l'ex sindaco Claudio Zanotti, altro fuoco amico, che ha sintetizzato in rete: “Ancora cemento nel cuore della città”. Dal canto suo Marchionini ha precisato che "la destinazione anche commerciale dell'area è stata decisa dieci anni fa da una variante del Prg". Come dire: non posso farci nulla, colpa dell'allora giunta Zacchera. Tra i nodi irrisolti c'è pure la sicurezza del teatro Maggiore. Secondo l'ex consigliere comunale Renato Brignonea cinque anni dall’inaugurazione sciocco io che mi aspetto una parola sui soldi dei verbanesi che pagano un Cem” che non sarebbe “a norma”. Anche su questo argomento, la presunta inagibilità dell'opera disegnata da Arroyo, quindi una questione di sicurezza che dovrebbe riguardarci tutti, nessuno replica.

I segnali positivi, per la verità, ci sono e non sono nemmeno pochi, a conferma che l'amministrazione in carica quando vuole è capace di partorire progetti condivisi. La messa in sicurezza di corso Mameli a Intra, per esempio, che ha raccolto consensi anche dal centro destra o il nuovo pontile di attracco del porto sempre di Intra, per restare ai giorni nostri. E in cantiere, come vi abbiamo già raccontato, c'è il rifacimento di piazza Garibaldi a Pallanza (nella foto). Dal lungolago, che subirà una svolta verde, saranno finalmente bandite le auto a favore della riscossa di bici e pedoni. “Queste sono le opere di cui abbiamo bisogno per sviluppare la nostra vocazione turistica e metterci in scia alle grandi città italiane ed europee. Non ci servono nuovi centri commerciali, dove si offrono sì posti di lavoro, ma si uccide la socialità. Dobbiamo avere il coraggio di puntare sulla svolta green per essere in grado di attrarre turisti da ogni parte del mondo e migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini”, ha detto a VcoNews N.G. pensionata che abita a Verbania. E se avesse ragione lei?

 

 

 

Redazione

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