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Regione | 21 febbraio 2021, 08:00

Piano straordinario qualità dell’aria, Coldiretti chiede alla Regione azioni coordinate per non bloccare le attività agricole

Il presidente Roberto Moncalvo: "Abbiamo sollecitato l’apertura di un tavolo di lavoro"

Piano straordinario qualità dell’aria, Coldiretti chiede alla Regione azioni coordinate per non bloccare le attività agricole

Abbiamo sollecitato alla Regione l’apertura di un tavolo di lavoro per definire il Piano Straordinario di Qualità dell’Aria in modo coordinato ed equilibrato, ma ormai i tempi stringono e dobbiamo dedurre che la Regione stia procedendo senza confrontarsi con i vari attori coinvolti sul territorio piemontese”. È quanto commentano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale rispetto alla situazione venutasi a creare a seguito della recente condanna inflitta dalla Corte di Giustizia europea all’Italia per aver superato il valore limite delle concentrazioni di particelle inquinanti.

Pur comprendendo le necessità di tale Piano Straordinario, chiediamo che vengano assolutamente prese in considerazione le esigenze del mondo agricolo ed, in particolare, del comparto zootecnico che negli ultimi 30 anni è stato capace di ridurre del 23% le emissioni di ammoniaca in atmosfera e che sta dimostrando di riuscire a soddisfare i target di contenimento delle emissioni fissati per il 2030 – continuano Moncalvo e Rivarossa - Servono, quindi, azioni equilibrate e graduali per accompagnare il processo di adeguamento alla normativa comunitaria; interventi che tengano conto anche dei dati climatici ed ambientali per evitare l’introduzione di divieti e vincoli eccessivamente penalizzanti per l’agricoltura".

"Proprio il rafforzamento e l’ampliamento dell’area di applicazione di determinate misure, infatti, avrebbero un elevato impatto sulle imprese agricole sia di pianura sia di collina e andrebbero a limitare la loro operatività, a discapito dell’intera filiera agro-alimentare e delle attività di conservazione e gestione di determinati territori minacciati dal rischio di abbandono, in un momento già di forte crisi dovuta all’emergenza sanitaria in atto durante la quale, nonostante le difficoltà, hanno dimostrato il loro ruolo strategico nell’ambito del tessuto imprenditoriale regionale e nazionale”.

 

C.S.

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