La minoranza di Omegna contraria al progetto del bike park di Agrano: un progetto che prevede un investimento di circa 300mila euro tra fondi comunali e regionali ma che non trova d'accordo i consiglieri d'opposizione, che evidenziano come questo sia l'ennesimo progetto che nasce senza una reale visione del mercato turistico e delle necessità dei giovani del territorio. “Strutture di questo tipo - attacca Dario Galizzi - nascono solitamente in ambito urbano per essere fruite dai ragazzi tra i 12 e i 18 anni. Collocarla ad Agrano significa isolarla e condannarla al sottoutilizzo. Nel nostro programma prevedevamo una 'Casa dello sport diffuso' con spazi aperti dedicati ai giovani, ma integrati nel tessuto cittadino”.
Il versante cusiano del Mottarone è già un bacino apprezzato per la mountain-bike, ma l'utenza attuale è composta da appassioni che cercano sentieri naturali, un profilo molto diverso da chi utilizza una pump track. “Questo progetto - sottolinea Stefano Strada - non porterà benefici reali alla frazione. Se l’intento era attirare turisti, si doveva lavorare sul potenziamento dei percorsi esistenti e magari destinare l’area di Agrano a un’area camper attrezzata per chi viene da fuori, creando servizi concreti e non cattedrali nel deserto”. La precedente Giunta Marchioni, pur con risorse limitate, aveva puntato sulla sentieristica ciclo-escursionistica, ottenendo risultati tangibili come l'anello "Est Cusio" che comprende Agrano e il Mottarone, finanziato con fondi Gal e oggi molto frequentato. “Una scelta efficace - conclude Mattia Corbetta - sarebbe stata quella di proseguire con il potenziamento dei percorsi su Agrano e Mottarone, operando in sinergia con i comuni limitrofi, rendendo il nostro territorio ancora più attrattivo per gli appassionati dell'attività sportiva all'aria aperta”.














