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Verbania | 01 febbraio 2026, 16:00

La storia del banchiere che cambiò il mondo: una mostra su Amedeo Peter Giannini

Dal 13 al 19 febbraio a Villa Simonetta il racconto di un pioniere del credito moderno: la finanza come strumento di fiducia, sviluppo e responsabilità sociale

La storia del banchiere che cambiò il mondo: una mostra su Amedeo Peter Giannini

A Verbania arriva la storia di un uomo che ha trasformato la banca in un motore di opportunità e progresso. Dal 13 al 19 febbraio Villa Simonetta a Intra ospita la mostra “Non si può morire per un dollaro. La rivoluzione di Amadeo Peter Giannini”, promossa da Compagnia delle Opere Insubria.

L’esposizione ripercorre la vicenda umana e imprenditoriale di Amadeo Peter Giannini, fondatore della Bank of Italy – poi divenuta Bank of America – e protagonista di una stagione decisiva della storia economica del Novecento. Una figura che seppe interpretare il credito non come fine, ma come mezzo, mettendo al centro la persona, la fiducia e la possibilità di trasformare idee e sogni in realtà.

La mostra, presentata al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli 2025, propone un percorso di forte valore culturale e civile, capace di parlare anche al presente. Attraverso documenti, immagini e testimonianze, racconta un modello di economia fondato sull’assunzione del rischio e sulla convinzione che ogni individuo, se messo nelle condizioni giuste, possa esprimere il proprio talento a beneficio della comunità.

"Abbiamo deciso di supportare questa mostra perché Giannini rappresenta una storia profondamente americana, ma oggi più che mai attuale anche per noi - spiega Stefano Sappa, tra gli sponsor dell’iniziativa - È l’esempio di come, in un’attività bancaria spesso percepita come negativa, si possa invece fare del bene. Giannini ha creduto nei progetti che sembravano impossibili: ha finanziato Charlie Chaplin, Walt Disney, il Golden Gate, e persino quella che sarebbe diventata Hewlett-Packard, quando era solo un’idea di due giovani ingegneri. Ma soprattutto ha sostenuto migliaia di persone comuni, dando loro fiducia e strumenti per realizzare le proprie idee".

Secondo Sappa, la figura di Giannini offre una chiave di lettura per il presente: "Oggi il sistema finanziario è dominato dagli algoritmi e dalla logica del rischio calcolato. Un giovane con una buona idea spesso si scontra con porte chiuse perché considerato non affidabile. Giannini dimostra che si può fare business di successo anche facendo del bene alle persone. Serve una scintilla, il coraggio di guardare oltre i numeri e di credere nei piccoli e grandi progetti".

Sappa collega questa visione anche a un’esperienza personale: "Molti anni fa, durante l’inaugurazione di una startup che dirigevo, parlai della fiducia come valore centrale dell’impresa. Un direttore di banca rimase colpito e decise di credere in quel progetto. Mi finanziò una somma importante e, nel giro di tre anni, l’azienda raggiunse un fatturato enorme. È la prova che la fiducia può generare sviluppo reale".

Nato nel 1870 in California da una famiglia di immigrati liguri, Giannini non proveniva dal mondo bancario. Dopo un’esperienza nel commercio ortofrutticolo, entrò nel sistema creditizio e nel 1904 fondò la Bank of Italy, una banca popolare pensata per immigrati e lavoratori. Nel 1906, dopo il terremoto di San Francisco, divenne simbolo di un nuovo modo di intendere la finanza: mentre gli altri istituti restavano chiusi, improvvisò uno sportello di fortuna e concesse prestiti basandosi sulla fiducia nelle persone.

"Un banchiere degno di questo nome non deve negare il credito a nessuno, purché sia onesto", affermò. Nel corso della sua carriera, Giannini contribuì alla nascita della grande Hollywood, finanziando oltre 500 film, sostenne infrastrutture e innovazione tecnologica e fu tra i pionieri di un’idea di sviluppo che avrebbe ispirato anche il Piano Marshall.

Una vicenda che oggi viene riscoperta anche grazie alla Fondazione Giannini e a nuovi progetti culturali, tra cui un film dedicato alla sua figura, che sarà diretto da Giuseppe Tornatore. La mostra sarà inaugurata venerdì 13 febbraio alle 17 con gli interventi dell’assessore alla Cultura del Comune di Verbania Luciano Paretti, del presidente di Compagnia delle Opere Insubria Marco Silanos e del curatore Marco Castellaneta.

L’esposizione sarà aperta al pubblico con orari differenziati durante la settimana e il weekend, con visite guidate e percorsi dedicati a scuole e gruppi. Curata da Francesco Cassese, Marco Castellaneta, Martino Marzegalli, Paolo Nardi e Simone Selva, con la collaborazione del Centro Studi Amadeo Peter Giannini e il contributo di studenti universitari, la mostra si propone come un’occasione di riflessione sul rapporto tra economia, responsabilità e bene comune.

In un tempo in cui la finanza sembra sempre più distante dalle persone, la storia di Giannini torna a interrogare il presente: non solo come racconto del passato, ma come possibile modello per il futuro.

Miria Sanzone

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