Chiarimenti importanti arrivano dal Politecnico di Torino sul futuro ospedale unico del Verbano Cusio Ossola. A parlare sono i tecnici firmatari della relazione, l’ingegner Sandro Petruzzi, vice direttore Sanità Regione Piemonte, e i professori ingegneri Giorgio Garzino e Maurizio Bocconcino.
“L’analisi svolta dal Politecnico non è uno studio di fattibilità, ma un supporto tecnico che consente di confrontare i siti proposti dal territorio sulla base di criteri di sicurezza, accessibilità, compatibilità normativa e sostenibilità dei tempi e dei costi. Per Ornavasso non vengono evidenziati rischi idraulici né preclusioni assolute, ma vengono segnalate criticità legate soprattutto alla necessità di nuove infrastrutture viarie in un contesto geomorfologicamente complesso, che incidono sulla funzionalità complessiva e sulla convenienza dell’insediamento”.
Secondo la relazione, il sito di Piedimulera è quello che presenta “minori criticità complessive e una maggiore compatibilità, in particolare sotto il profilo del rischio idrogeologico e della rispondenza normativa. La valutazione tiene conto non solo dell’edificio ospedaliero, ma anche del sistema complessivo delle infrastrutture necessarie al suo funzionamento: percorsi per i mezzi di emergenza, logistica, trasporto pubblico e privato, spazi di sosta e infrastrutture primarie”.
Sull’accesso a Ornavasso, i tecnici spiegano: “Il tracciato della nuova strada di accesso proveniente dalla zona apicale della conoide del Torrente San Carlo interessa inizialmente una breve tratta classificata in Classe geomorfologica IIIa, per poi svilupparsi in un’ampia fascia collinare in Classe Iic. Analogamente, la strada di accesso da sud-est (svincolo di Ornavasso della S.S. n. 33) attraversa per un breve tratto il territorio comunale di Mergozzo, in Classe III, per poi interessare il territorio di Ornavasso in Classe IIIa, prima di raccordarsi alle aree in Classe Iic”.
Dall’analisi della carta geomorfologica e del dissesto emerge inoltre che “l’area si colloca in prossimità di terrazzi di origine incerta e di un conoide attivo classificato CAe1, caratterizzato da pericolosità naturale molto elevata e da assenza o inefficacia degli interventi di sistemazione o stabilizzazione. Le criticità di natura geomorfologica non interessano direttamente l’area proposta per l’insediamento dell’edificio ospedaliero, ma riguardano il contesto territoriale di riferimento, in particolare la previsione della nuova viabilità, le infrastrutture necessarie e le condizioni di accessibilità complessiva”.
“I rischi idraulici non sono presenti e la classificazione acustica non rappresenta un ostacolo, ma un parametro preferenziale nel confronto tra siti. Tuttavia, Ornavasso, pur essendo centrale, risulta penalizzata dalla mancanza di accessibilità diretta e dalla necessità di nuove infrastrutture primarie in ambiti geomorfologicamente complessi e prossimi ad aree a dissesto potenziale. Questo rende il sito meno conveniente per un ospedale strategico rispetto ad altre alternative”, spiegano ancora i tecnici.
Inoltre, “le criticità legate ai volumi di sbancamento in roccia su versante, in un’area con quote tra 290 e 380 m s.l.m., già evidenziate nel progetto dell’Ospedale unico VCO presentato nel 2017, e la particolare conformazione del terreno, limitano la possibilità di realizzare una struttura pienamente funzionale. Saranno necessari fondazioni speciali, muri di contenimento, terrazzamenti e sistemi di drenaggio, con inevitabile impatto su tempi e costi di costruzione. Anche i fronti edilizi orientati verso monte, vicino a gradonate controterra, comportano difficoltà per l’aero-illuminazione, elemento strategico per un ospedale”.
Sul tema del cosiddetto ospedale di Arona, Petruzzi, Garzino e Bocconcino chiariscono: “Gli abitanti possono utilizzare in caso di necessità anche i servizi sanitari dell’Ospedale di Arona”. E precisano che si tratta di “un presidio importante con posti letto e numerose attività, tra cui Radiologia, Medicina Legale, Ufficio Protesica, Recupero e Rieducazione Funzionale, Casa della Salute, Servizio di Continuità Assistenziale, Ambulatori specialistici, Neuropsichiatria Infantile, Cure Palliative/Hospice/Terapia del dolore, Nucleo Cure residenziali integrate Ospedale-Territorio, oltre a Oculistica, Pneumologia, Neurologia e Chirurgia generale”.














