"Certe esperienze non si raccontano soltanto ma si vivono per essere custodite nel cuore". E' tutta in questa frase l'emozione di don Luca Longo, che ha partecipato all' udienza con i volontari e i referenti diocesani del Giubileo sabato scorso in Aula Paolo VI in Vaticano.
"E' stato uno di quei momenti che segnano la vita come lo scorso 8 maggio in piazza S. Pietro nell’essere presente all’Habemus Papam. Ho avuto la fortuna di partecipare a questo appuntamento grazie al mio prevosto, don Gianmario Lanfranchini delegato diocesano del Giubileo. Fin dal primo istante ho percepito che non si trattava di un evento qualunque, ma di un incontro da vivere nello stupore, come qualcosa di profondamente straordinario. Finita l’udienza e i saluti con le autorità religiose, politiche e militari papa Leone è venuto incontro alla folla di pellegrini e con grande stupore mi sono ritrovato davanti al Vicario di Cristo, al Papa".
"Ho avvertito in maniera concreta la vicinanza della Chiesa e la forza della fede che unisce milioni di persone nel mondo, in quell’istante sono stato rapito da una forte emozione e dopo aver baciato le sue mani con semplicità, sono riuscito solo a dire: “Grazie, Santità”! Un grazie che non era solo mio, ma che portava con sé il grazie di tante persone che ogni giorno si affidano alla preghiera e cercano, nell’incontro con Gesù, quella bellezza che rigenera e dona vita. È stato un attimo fuggente quello sguardo che mi ha segnato e che porto con grande gioia e tanta emozione. Un momento che resterà inciso nella mia memoria come un dono prezioso e un segno di speranza per il cammino di ciascuno di noi alla fine di questo giubileo che porterà i suoi frutti di speranza in un tempo in cui è necessario rialzarsi con vigore e coraggio. Grazie Papa Leone" - conclude Don Luca.





















