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Economia e lavoro | 19 novembre 2021, 15:46

Dai contratti di lavoro agli accessi digitali: la situazione nei casinò di confine

Il mondo dei casinò sta vivendo un momento di transizione dovuto, prima di tutto, all’impatto crescente negli ultimi anni delle formule online, connesse alle singole regolamentazioni statali. Un fenomeno che ha coinvolto anche le sedi fisiche, dopo le restrizioni imposte dalla pandemia, sia per quanto riguarda i contratti lavorativi che per quanto concerne l’apertura al digitale

Dai contratti di lavoro agli accessi digitali: la situazione nei casinò di confine

I fenomeni del lavoro e dell’accesso ai casinò, anche digitali, fanno riferimento, nel caso italiano, oltre alla disciplina statale, anche a quella che regola le normative connesse ai paesi confinanti.

La riapertura, potenziale o effettiva, di alcune sedi fisiche dopo le imposizioni di chiusura connesse alla globale emergenza sanitaria, hanno infatti riguardato la situazione lavorativa dei tanti dipendenti impiegati nel comparto, compresi i transfrontalieri.

Il tutto partendo dalla questione dei contratti dei lavoratori di alcuni casinò, come quello di Campione d’Italia, exclave italiana del Canton Ticino svizzero, ma situata, di fatto, nella provincia di Como. A questo riguardo, in vista della imminente ripresa delle attività delle sale fisiche, la trattativa tra la proprietà e i sindacati di settore, ai fini della ricerca di un adeguato contratto lavorativo, si è estesa a fattori come, in primis, il tasso di cambio dei franchi svizzeri, che influisce sul costo delle normali attività quotidiane. Intanto, alla luce della sottoscrizione del nuovo contratto, valido fino al 2026, entro il 25 novembre 2021, gli aspiranti lavoratori potranno inoltrare le proprie candidature al Casinò di Campione, rispondendo al bando di assunzione che prevede l’ingresso di 174 addetti, tra ramo amministrativo e personale di gioco.

Un importante segnale di ripresa, dunque, che riguarda i lavoratori transfrontalieri ma che si estende, di fatto, anche agli utenti dei giochi da casinò online. 

In questa dimensione si inserisce la virata verso il digitale di numerosi operatori del gioco, le cui regolamentazioni sono disciplinate dalla normativa degli stati di riferimento. La Svizzera in particolare si è aperta a questa possibilità nel gennaio 2019, con una legge che ha di fatto reso legale, dietro rilascio di licenza, le attività di alcuni casinò online. L’accesso a questi ultimi è concesso ai soli giocatori residenti nel territorio elvetico, anche per quelle opzioni che, come ad esempio un bonus senza deposito, non richiedono un versamento di denaro.

Se in Svizzera l’accesso ai siti di operatori stranieri è bloccato, vero è però che i giocatori italiani residenti al confine possono accedere alle promozioni e proposte legali dei casinò regolari, che peraltro, proprio per questo motivo, dispongono di traduzioni in varie lingue.

L’opportunità del digitale, tra l’altro, anche in sinergia con le sedi fisiche, è già stata messa in evidenza da Gianmaria Frapolli, amministratore delegato uscente del Casinò di Lugano, il quale aveva già espresso la necessità di una collaborazione tra le due attività così da garantire - sempre nel rispetto della salute e del gioco legale - un’offerta completa agli utenti, con la finalità integrata di valorizzare le sedi storiche ma anche la tendenza, crescente, verso l’online.  

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