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Attualità | 03 maggio 2021, 19:00

Scuole aperte d’estate: aperto nel Vco il confronto sulla proposta del governo

Potrebbero aderire gli istituti del primo ciclo, più difficilmente le superiori

Scuole aperte d’estate: aperto nel Vco il confronto sulla proposta del governo

Scuola d’estate? No, grazie. La proposta di aprire le scuole a luglio e agosto fa discutere anche nel Vco e tra favorevoli e contrari, spuntano anche le prime generiche indicazioni secondo cui non ci sarebbero tempi e modi per attuare il piano. Piano che, come noto, è stato messo a punto e divulgato nei giorni scorsi dal ministero dell'Istruzione guidato da Patrizio Bianchi il cui obiettivo è quello di utilizzare i mesi estivi per costruire un ponte verso il prossimo anno scolastico. Il tutto, così è stato spiegato, “attraverso un'offerta che rappresenterebbe una risposta alle difficoltà emerse nel periodo della pandemia, ma che intenderebbe anche valorizzare le buone pratiche e le esperienze innovative nate proprio durante l'emergenza”. Un piano da 510 milioni di euro per consentire, dunque, a studentesse e studenti di “recuperare socialità e rafforzare gli apprendimenti, usufruendo di laboratori per il potenziamento delle competenze -per esempio italiano, matematica, lingue-, di attività educative incentrate su musica, arte, sport, digitale, percorsi sulla legalità e sulla sostenibilità, sulla tutela ambientale”. Un sito con la raccolta delle informazioni, un help desk dedicato alle scuole, una campagna informativa e partecipativa, anche sui social, con l'hashtag #lascuoladestate, saranno i principali strumenti a disposizione.

Noi abbiamo chiesto al riguardo l’opinione di Angelo Iaderosa, rappresentante dell'ufficio Scolastico del VCO, che ha però declinato l’invito dichiarando a VcoNews di non essere autorizzato dalla sede centrale (Torino: ndr) a rilasciare commenti. Tra gli operatori del settore siamo, invece, riusciti a raccogliere qualche impressione e, come anticipato, non ci sarebbero tempi e modi per attuare il piano. “Innanzitutto vale dire che la situazione è in piena evoluzione, per cui è presumibile che il progetto possa cambiare forma ancora più volte prima di essere definitivo. Attualmente siamo tutti impegnate su due fronti: la gestione dei casi Covid-19 e la preparazione degli esami per le classi quinte, per cui c’è anche oggettivamente poco tempo a disposizione per pensare al dopo. In linea di principio forse saranno più gli istituti di primo grado a dire sì al ministro, mentre è più facile immaginare che a luglio e agosto gli studenti e le studentesse delle superiori possano magari andare a lavorare oppure in vacanza”. Intanto, a conferma della linea che emerge nel Verbano Cusio Ossola, secondo un sondaggio di “Orizzonte scuola” il 70 per cento degli istituti italiani ha detto no al piano per l’apertura estiva. Tutti contro: presidi, professori, studenti.


Redazione

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