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Economia e lavoro | 12 aprile 2021, 18:30

Anche Fipe Novara e Vco in piazza a Roma: “Vogliamo una data certa per riaprire”

I rappresentanti provinciali delle imprese della ristorazione saranno nella capitale a chiedere la riapertura delle attività. Presente per Alto Piemonte, Massimo Sartoretti

Anche Fipe Novara e Vco in piazza a Roma: “Vogliamo una data certa per riaprire”

Storie di quotidiana disperazione saranno quelle raccontate domani a Roma da tanti imprenditori del mondo della ristorazione provenienti da tutta Italia nell’Assemblea pubblica convocata da Fipe Confcommercio. Tutti insieme per chiedere a gran voce al Governo di poter finalmente riaprire le attività di ristorazione dopo mesi di chiusura e un anno di lavoro a singhiozzo.

“La crisi del settore è conclamata, le perdite sono enormi: solo il 2020 ha visto sparire 22.000 imprese, 243.000 posti di lavoro, ha bruciato 34 miliardi di euro su 86 di giro d’affari 2019 -spiega Massimo Sartoretti, presidente di FIPE Alto Piemonte (Novara e VCO), che parteciperà all’Assemblea come rappresentante provinciale-. Più di tre mesi del 2021 sono passati a porte sostanzialmente chiuse e non c’è alcuna certezza su quando la ristorazione potrà riaprire, nonostante ci siamo da subito adeguati alle norme di sicurezza anti contagio sin dallo scorso anno. Una situazione gravissima che impatta anche sulle filiere del cibo e del vino made in Italy e che vede tante imprese esasperate, come raccontano a loro modo gli scontri di piazza a Roma dei giorni scorsi”.

Quella del 13 aprile sarà un’Assemblea, ordinata, pacifica e allo stesso tempo determinata, come è nello stile della Federazione nazionale dei Pubblici esercizi.

Parteciperanno le sigle di tutte le componenti della galassia dei Pubblici esercizi: titolari di bar e ristoranti, ovviamente, ma anche il mondo del catering e del banqueting, la ristorazione commerciale e collettiva, le discoteche, le imprese balneari e gli imprenditori del gioco legale e dell’intrattenimento.

Tutti insieme per chiedere al Governo un programma per la riapertura definitiva delle attività, alcune delle quali chiuse da 14 mesi, e una data certa per avviarle.

Interverranno Lino Enrico Stoppani, presidente della Fipe, e Carlo Sangalli, presidente Confcommercio. Interverrà anche lo chef tristellato Massimo Bottura, che più volte ha definito i ristoranti d’Italia come moderne “botteghe rinascimentali”, dove oltre ad economia e impresa si fa cultura dei territori.

“Attraverso il loro lavoro i ristoratori valorizzano anche quello di vignaioli, casari, contadini, agricoltori, artigiani del gusto. Un patrimonio inestimabile, un sistema complesso e delicato, che è un tratto distintivo dell’Italia, che dà lustro al nostro Paese nel mondo, e che è una delle più forti attrattive di turismo. Un sistema che, nonostante questo valore enorme -conclude Massimo Sartoretti- ha ricevuto poco o niente a livello di ristori (che, nel migliore dei casi, hanno coperto il 10% delle perdite reali), e che oltre dalle perdite economiche enormi, è spossato dall’incertezza, dovuta alla pandemia, ma anche a normative che sono cambiate spesso, e in modo repentino, e anche contraddittorio. Un sistema che ora, dopo oltre un anno, chiede risposte vere e orizzonti chiari. Perchè il rischio vero è che molti chiudano davvero per non riaprire più, impoverendo il Paese da un punto di vista economico, culturale e sociale”.


C.S.

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