Anche il Partito Liberal Democratico del Vco interviene nel dibattito sollevato dalle parti politiche in merito all’intitolazione del lungolago di Intra a Sergio Ramelli. Di seguito la nota firmata dalla segretaria provinciale del partito, Laura Inglima:
“Il Partito Liberal Democratico del Vco ritiene che ogni forma di violenza politica rappresenti una ferita per la democrazia e debba essere condannata con assoluta fermezza, senza distinguo. Sergio Ramelli fu vittima di una brutale aggressione e il suo assassinio costituisce una pagina tragica della storia italiana che merita rispetto e memoria. Proprio per questo reputiamo che il tema non riguardi il valore della persona o il diritto al ricordo, bensì il significato che assumono le intitolazioni degli spazi pubblici.
Quando un'amministrazione dedica un luogo simbolico della città a una figura storica, compie inevitabilmente una scelta che incide sulla memoria collettiva e sul messaggio che la comunità trasmette alle generazioni future.
Esiste inoltre un elemento che rende questa decisione particolarmente delicata: il luogo individuato. Il lungolago di Intra non è uno spazio qualsiasi. È parte integrante della memoria civile di Verbania e richiama una delle pagine più drammatiche della nostra storia. Da quel lungolago passarono i 43 martiri di Fondotoce, condotti verso il luogo della loro fucilazione da parte delle truppe nazifasciste. I luoghi custodiscono la memoria degli eventi che li hanno segnati e proprio per questo meritano una particolare attenzione quando si decide di attribuire loro un nuovo valore simbolico.
Per questa ragione riteniamo che l'intitolazione di quel tratto di lungolago rischi di essere percepita da molti cittadini come una scelta divisiva, indipendentemente dalle intenzioni dichiarate dall'amministrazione. Non perché si voglia mettere in discussione il dovere di ricordare tutte le vittime della violenza politica, ma perché la memoria della Resistenza e del sacrificio dei martiri di Fondotoce rappresenta un patrimonio identitario condiviso della nostra comunità, riconosciuto ben oltre le appartenenze politiche.
Le istituzioni hanno il compito di costruire ponti, non di esporre la comunità a nuove contrapposizioni. Per questo auspichiamo che una decisione di tale rilevanza possa essere oggetto di un confronto pubblico ampio e rispettoso, coinvolgendo il consiglio comunale, le associazioni e le realtà che custodiscono la memoria storica del territorio.
La memoria delle vittime della violenza politica appartiene all'intero Paese e deve essere coltivata con spirito di riconciliazione. Ma la memoria dei luoghi merita altrettanto rispetto: non può essere separata dalla storia che essi raccontano.
Una democrazia matura non cancella il passato, ma lo custodisce affinché la violenza non torni mai a sostituire il dialogo e il confronto civile”.





