Attualità - 12 aprile 2026, 10:55

Manifesti politici vicino alle scuole: "Non esiste un divieto che impedisca la propaganda fuori degli istituti''

Verbania, la replica dei Carc e No Border: ''E' necessario che i giovani parlino, si organizzino, si formino''

“Di fronte alle polemiche sulla presenza di manifesti politici nei pressi delle scuole di Verbania, riteniamo necessario intervenire con fermezza per smascherare l’ipocrisia e la natura profondamente ideologica di questi attacchi”. Così, in una nota, il Partito dei Carc presidio del Vco e No borders no army - il nero drappo Vco.

Che proseguono: “Partiamo da un dato di realtà: non esiste alcun divieto che impedisca la propaganda politica al di fuori degli edifici scolastici. Chi oggi grida allo scandalo mente sapendo di mentire, oppure contribuisce consapevolmente a un clima repressivo che negli ultimi anni si sta intensificando, alimentato da un governo e da forze politiche che fanno della limitazione del dissenso una vera e propria strategia. Siamo di fronte a un tentativo chiaro: silenziare le giovani generazioni, impedire che sviluppino coscienza critica, scoraggiare ogni forma di organizzazione e partecipazione conflittuale. Perché una gioventù consapevole è pericolosa per chi difende un sistema fondato sullo sfruttamento. Ed è proprio questo il nodo politico che si vuole rimuovere. Viviamo in un sistema capitalistico che produce e riproduce disuguaglianze strutturali, precarietà, guerre, devastazione ambientale e violenza sociale. Un sistema che concentra ricchezza e potere nelle mani di pochi, mentre scarica i costi sulle classi popolari e sulle nuove generazioni. In questo contesto, pretendere che i giovani restino in silenzio, che non prendano parola nemmeno negli spazi pubblici attorno alle scuole, significa volerli ridurre a soggetti passivi, privati di strumenti di lettura della realtà”.

“Noi rivendichiamo – si legge ancora nella nota - esattamente il contrario: è necessario che i giovani parlino, si organizzino, si formino politicamente, anche e soprattutto a partire dai luoghi che attraversano quotidianamente. La scuola non è un recinto neutrale da proteggere dal conflitto, ma uno spazio sociale dentro cui e attorno a cui si costruisce coscienza.

Per questo esprimiamo piena e incondizionata solidarietà ai ragazzi del Fronte della gioventù comunista, bersaglio di un attacco che non ha nulla di casuale ma si inserisce in un più ampio disegno di delegittimazione di ogni forma di opposizione radicale all’esistente.

Non ci interessa alimentare polemiche sterili. Ci interessa affermare con chiarezza che il problema non è la presenza di manifesti, ma un sistema che teme chi lo mette in discussione. E proprio per questo continueremo a sostenere ogni pratica di partecipazione, ogni voce che si leva contro un ordine ingiusto, ogni percorso di costruzione di alternative. Perché il conflitto sociale non è una devianza da reprimere, ma il motore necessario di ogni trasformazione reale”.

l.b.