Politica - 21 aprile 2026, 14:25

Manifesti politici fuori dalle scuole, il Fronte della Gioventù Comunista: "Da sempre attivi per il futuro degli studenti"

Il gruppo rivendica l'azione fortemente criticata: "Lega e Forza Italia non hanno mai avuto legittimità all'interno dei nostri istituti"

Si torna a parlare della polemica sollevata da più fronti in seguito all’affissione di manifesti politici fuori dalle scuole di Verbania da parte del Fronte della Gioventù Comunista. Dopo diversi interventi in merito, è proprio quest’ultimo gruppo a diffondere una nota nella quale difende il proprio operato. Di seguito il testo integrale.

“Negli scorsi giorni abbiamo appreso a mezzo stampa di alcuni comunicati d’accusa nei nostri confronti mossi dalle organizzazioni giovanili di Lega e Forza Italia locali, le quali hanno tentato di sollevare una sterile polemica aggrappandosi a dei manifesti affissi sulle scuole di Verbania, fatto che a detta loro sarebbe sorprendente e inaccettabile. Sorvolando sulla normalità del fatto, nulla di nuovo nelle scuole di Verbania, cosa che evidentemente però i giovani di Lega e Forza Italia non possono sapere, essendo la loro presenza e attività all’interno delle scuole praticamente inesistente. Il Fronte della Gioventù Comunista esiste e agisce all’interno delle scuole di Verbania e del resto della provincia, e organizza gli studenti anche sulla base di una legittimità non solo a livello nazionale, con svariati rappresentanti di istituto e consulta eletti in tutto il paese, ma anche legittimità nella scuole della nostra provincia, che ci è data dalla continua attività che vi portiamo avanti, con svariati volantinaggi, azioni e assemblee organizzate negli anni, cosa che invece non si può dire riguardo Lega e Forza Italia giovani, che di legittimità all’interno dei nostri istituti non ne hanno mai avuta.

I rappresentanti delle giovanili di questi partiti di governo si sdegnano oggi per dei manifesti fuori dalle scuole, ma dove era il loro sdegno mentre Israele sterminava decine di migliaia di civili? Dov’è il loro sdegno quando governi da loro appoggiati, come quello di Trump, portano la guerra nel mondo invadendo altre nazioni e massacrando migliaia di civili per i loro interessi? Oltretutto, l’accusa arriva da quelle stesse giovanili che non si sono fatte problemi a promuovere il sì al referendum, portando avanti la campagna per il sì senza porsi alcun tipo di problema legato ad una presunta neutralità della scuola.

La scuola neutra di cui loro parlano, è la scuola al servizio delle imprese, dell’alternanza scuola-lavoro sempre più massacrante, che fa lavorare gratis o con contratti di stage da pochi euro gli studenti, che addirittura qualche anno fa ha prodotto la morte di tre studenti. La loro neutralità significa una scuola senza opposizione, una scuola di alunni che non si oppongano al peggioramento della loro situazione, obbedendo alle direttive ministeriali senza opporsi, anche quando si tratta di riforme che intaccano la qualità stessa delle scuole e il diritto allo studio. Noi non accetteremo questo modello di scuola, e non cederemo alla retorica di questa neutralità artificiale e falsa che oggi questi signori sbandierano.

Mentre questi politicanti continueranno a sollevare polemiche inutili noi non smetteremo di essere sempre fuori da quei cancelli e dentro i corridoi e le aule delle scuole della nostra provincia, insieme agli studenti che combattono questo modello di scuola, e per conquistarci un futuro migliore. In questo momento siamo impegnati a costruire una forte partecipazione al 25 aprile, portando in piazza studenti e lavoratori nel ricordo della lotta partigiana e per costruire un'opposizione alla guerra e al riarmo, progetti in cui gli stessi partiti di questi signori sono principali sostenitori”.

l.b.