Attualità - 09 febbraio 2026, 18:40

Vco, allarme gioco d’azzardo: si spendono 2.728 euro pro capite

Nel 2024 le perdite più alte del Piemonte: 492 euro a persona. In tutta la regione giocati oltre 9,5 miliardi

Vco, allarme gioco d’azzardo: si spendono 2.728 euro pro capite

In Italia nel 2024 sono stati spesi oltre 157 miliardi di euro nel gioco d’azzardo, con almeno 18 milioni di italiani che hanno tentato la sorte fra slot-machine, gratta e vinci, videopoker e bingo. Di questi, 1,5 milioni risultano giocatori patologici, pari al 3% della popolazione maggiorenne, mentre 1,4 milioni sono classificati a rischio moderato. Sono alcuni dei dati contenuti nel dossier “Azzardomafie”, realizzato dall’associazione Libera, che analizza il gioco d’azzardo legale e illegale e il legame con le organizzazioni criminali.

Il documento è stato illustrato in Commissione Legalità (presieduta da Domenico Rossi) da Maria José Fava, della direzione nazionale di Libera.

Anche i numeri del Piemonte risultano significativi: nel 2024 in regione si sono giocati oltre 9 miliardi e 501 milioni di euro, di cui circa 4 miliardi e 250 milioni nel gioco fisico e 5 miliardi e 251 milioni nel gioco online. In media, in Piemonte si è speso 2.232 euro all’anno per abitante, considerando anche i bambini, nonostante l’azzardo sia vietato ai minorenni.

Tra le province piemontesi, Torino è quella dove si gioca di più con 2.172.000.000 euro, pari a 2.347 euro pro capite, seguita da Alessandria con 278.213.330 euro (1.846 pro capite), Novara con 253.654.657 euro (2.499 pro capite) e Asti con 224.062.266 euro (2.961 pro capite).

Particolarmente rilevanti i dati del Verbano Cusio Ossola spende pro capite 2.728 euro e risulta la provincia piemontese che, in rapporto alla popolazione, sostiene le perdite maggiori, pari a 492 euro all’anno.

Dal dossier emerge inoltre che, insieme alla Liguria, il Piemonte è la regione del Nord Italia con il maggior numero di clan censiti, pari a 9, che hanno operato nell’ambito del gioco con attività sia illegali sia legali.

"Il principale obiettivo delle organizzazioni criminali è quello di inserirsi in attività economiche legali e acquisirle, innanzitutto per riciclare denaro derivante da traffici illeciti e per controllare il territorio", ha spiegato Fava. "Teniamo presente che un euro investito dalle mafie nella droga produce profitti per 6-7 euro, uno investito nell’azzardo invece frutta 8-9 euro e in aggiunta comporta rischi di sanzioni inferiori".

Il dossier di Libera ha anche effettuato una mappatura delle leggi regionali attualmente in vigore per il contrasto al gioco d’azzardo patologico, formulando un giudizio sintetico. "La legge regionale n.19 del 2021 si colloca al penultimo posto fra le regioni italiane secondo questa valutazione", ha aggiunto Fava. Sono state giudicate positivamente quattro misure: il distanziometro di 500 metri dai luoghi sensibili, la presenza di orari di spegnimento durante la giornata, l’istituzione di un osservatorio di monitoraggio e la previsione di fondi e di un piano per la prevenzione e il contrasto. Tuttavia, secondo Libera, la normativa presenta ancora lacune sulle quali sarebbe auspicabile intervenire.

Tra le proposte avanzate: ampliare l’elenco dei luoghi sensibili, estendere la validità delle norme anche alle vecchie licenze, introdurre orari obbligatori di spegnimento più ampi, prevedere incentivi per i locali che rinunciano agli apparecchi da gioco e predisporre supporto legale per i Comuni che si trovano a rispondere in sede giudiziaria a contestazioni da parte di società o gestori contrari a regolamentazioni più stringenti.

Durante la seduta sono intervenuti con domande e richieste di approfondimento i consiglieri Davide Zappalà (Fdi), Monica Canalis, Nadia Conticelli, Laura Pompeo e lo stesso presidente di Commissione Rossi (Pd), oltre a Giulia Marro (Avs), Elena Rocchi (Lista Cirio) e Pasquale Coluccio (M5s).

Poiché sono emerse numerose domande sugli aspetti sanitari del fenomeno, il presidente Rossi ha proposto di condividere con la Commissione Sanità l’esigenza di programmare un incontro con l’assessore competente, anche per conoscere più nel dettaglio l’attività di monitoraggio svolta finora dall’Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico.

Redazione

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