La pittura concettuale approda sulle sponde del Lago Maggiore. Sabato 7 novembre alle 11.00 al Museo del Paesaggio di Verbania si inaugura infatti la mostra “Il Grand Tour della pittura” di Aldo Damioli, curata da Elena Pontiggia. La mostra rimarrà aperta fino al 4 aprile 2027.
L'esposizione presenta circa quaranta opere del maestro milanese, considerato tra i maggiori esponenti di una pittura concettuale che affonda le sue radici nella lezione di Giorgio de Chirico e di Salvo. Sulle rive del lago Maggiore, da sempre tappa fondamentale dei viaggi di formazione di aristocratici ed artisti europei tra Settecento e Ottocento, arriva la mostra che si configura come un viaggio ad ampio raggio tra Occidente e Oriente: propone anche le opere più recenti del pittore, emblema di una stagione a sé stante nella sua ricerca artistica. Nelle sale di Palazzo Viani Dugnani si snoda l'evoluzione espressiva dell'artista: dall'esordio influenzato dalla Pop Art inglese, dall'ironico ciclo delle “Pizze” degli Anni Ottanta, quando un oggetto banale diventa estetico e viene catapultato nel mondo della preistoria, alle famose “Venezie New York”, ciclo avviato nel 1992.
“L’idea era quella di rappresentare New York con uno spirito canalettiano, sereno, lontano dalla realtà caotica della metropoli; così Venezia New York è un non luogo virtuale – spiega Aldo Damioli - . I palazzi restano fedeli a sé stessi ma l’atmosfera è completamente differente, placida. Il mio Grand Tour della pittura prosegue esplorando altre città con un doppio viaggio, geografico e stilistico. Per le città cinesi l’approccio è quasi taoista, essenziale. Parigi non è quella odierna dell’overtourism ma ci riporta agli anni Sessanta e Settanta, a una Ville Lumière che non esiste più: quella di Yves Montand e degli esistenzialisti di Sartre. Poi la mia città, Milano. Amo dipingerla di notte, quando non è ingombra di auto, quando queste sono solo due occhi che illuminano il buio. In mostra anche una Venezia che è un omaggio al Canaletto e ai vedutisti, un panorama di Torino, lo stadio di San Siro che diventa un reperto storico vista la sua imminente demolizione”.
L’arte di Damioli offre un’immagine pulita di tutto l’accidentale e propone un totale controllo della composizione. “Il risultato è un mondo pacificato, dove è sempre domenica. Con quanto sta accadendo in Italia e nel mondo – conclude l’artista – l’invito a una riflessione, a guardare le cose in modo contemplativo”.
Alla mostra si affiancheranno diversi eventi collaterali, tra cui le visite guidate con la storica dell’arte Ilaria Macchi. Si tengono al sabato alle 15.30, una volta al mese: il 19 dicembre, il 9 gennaio, il 20 febbraio e il 20 marzo. Sono previsti inoltre laboratori per bambini ispirati alle opere di Aldo Damioli, il 19 dicembre e il 20 marzo alle 15.00.





