"Di fronte alla complessa riqualificazione del parco di Villa San Remigio, di proprietà della Regione Piemonte, come Alleanza Verdi e Sinistra ci poniamo una domanda politica fondamentale: era davvero necessario trasformare la tutela di una colonia felina storica in un braccio di ferro burocratico e in un caso di cattiva gestione amministrativa?". È quanto si legge in una nota di Avs Vco.
Che prosegue: "La colonia felina di Villa San Remigio, riconosciuta dal 27 luglio 2000 e gestita per anni con dedizione e competenza dalle volontarie, è finita al centro di decisioni rigide e scoordinate. Una gestione che appare lontana da quei principi di tutela del benessere animale e di trasparenza che un ente pubblico e un'amministrazione locale dovrebbero garantire per primi. Negli anni precedenti all'avvio dei cantieri, le referenti avevano chiesto per tempo di essere informate per poter individuare soluzioni condivise all'interno dello stesso parco. Nonostante le rassicurazioni verbali ricevute in passato da parte di funzionari regionali, il 2 aprile 2026 si è assistito a un diktat: gatti e volontarie avrebbero dovuto abbandonare l'area".
"A nulla - sottolineano da Avs - sono valse le proposte operative avanzate dalla tutor Anastasia Cardone per riposizionare il punto di alimentazione e le casette in un'altra zona interna del parco (soluzione giudicata percorribile persino dal direttore dei lavori in data 2 luglio). La regione Piemonte ha scelto la linea della chiusura, culminata nella comunicazione del 29 luglio che intimava lo sgombero in appena due giorni. Un'azione preceduta, il 9 luglio, dalla rimozione senza preavviso delle casette – acquistate tramite un bando regionale – e delle ciotole, operata dagli operai comunali.
I fatti registrati nei mesi estivi evidenziano gravi criticità di metodo e di merito:
- La proposta di delocalizzazione: L'Asl Vco ha proposto il trasferimento della colonia a Via Alla Bolla, a circa 5 km di distanza. Una soluzione calata dall'alto senza neppure un sopralluogo preventivo nel sito originario, e giudicata del tutto inidonea da una veterinaria comportamentalista appositamente interpellata.
- La gestione delle catture e delle gabbie: Le operazioni di cattura di agosto sono avvenute nel caos procedurale. Dalle relazioni di servizio della Polizia Municipale è emerso che il controllo delle gabbie-trappola è stato affidato alla Polizia Locale compatibilmente con i turni di servizio, lasciando gli strumenti armati e incustoditi per 15 ore consecutive, esponendo gli animali a rischi e gli agenti a svolgere attività non usuali.
- Il vuoto amministrativo: L'etichetta di "dispersi" minacciata dall'Asl per i gatti non microchippati entro 15 giorni e l'assenza di atti formali che chiariscano lo status attuale della colonia fotografano un vuoto di risposte che persiste tuttora".
"Riteniamo politicamente grave - si legge ancora nella nota - il contrasto tra l'atteggiamento degli enti pubblici e quello dei soggetti privati. Mentre l'Asl e la regione imponevano divieti verbali e ostacoli, è stata la ditta appaltatrice dei lavori (Magistri Srl) a dimostrare buonsenso, predisponendo misure cautelari per la tutela dei gatti e sollecitando formalmente un protocollo condiviso con le autorità. Nel frattempo, mentre le volontarie si scontravano con risposte burocratiche ostili, richieste di accesso agli atti respinte con motivazioni pretestuose e un clima di fortissima tensione – culminato nel malore di una storica volontaria colpita da amnesia retrograda da stress –, il comune di Verbania ha scelto la linea del silenzio. Un silenzio assordante da parte dell'amministrazione comunale, che appaiono colpevolmente assenti di fronte a una proprietà regionale che decide in autonomia sulla pelle di animali e volontari. Oggi i gatti continuano a essere nutriti quotidianamente dalle volontarie all'esterno dei cancelli della villa. Come Alleanza Verdi e Sinistra chiediamo con forza che le istituzioni locali e regionali diano risposte immediate e trasparenti su punti non più eludibili:
1. Qual è lo status giuridico e amministrativo attuale della colonia felina di Villa San Remigio?
2. Quale protocollo di tutela è stato attivato per i felini rimasti nel parco durante i lavori?
3. Quali iniziative intende assumere il comune di Verbania per esercitare il proprio ruolo di garanzia e tutela del benessere animale, pretendendo un tavolo di coordinamento con la Regione Piemonte e l'ASL?
La politica ha il dovere di essere vicina al territorio, al volontariato e alla tutela dei diritti, compresi quelli degli animali. Non accetteremo che il rispetto delle regole e la sensibilità civica vengano calpestati dalla burocrazia".





