“Il Piano Casa del governo Meloni entra ora nella fase operativa con la nomina del commissario straordinario Felice Squitieri. Ma di fronte a un'emergenza abitativa che colpisce giovani, famiglie, lavoratori e pensionati, la risposta del Governo è del tutto inadeguata”. La denuncia arriva dal gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Vco, guidato da Imerio Frattini.
Che prosegue: “Il caso di Verbania mostra quanto questa impostazione sia insufficiente. La città ha perso 135 abitanti nel solo 2024, ha un indice di vecchiaia di 285,3 anziani ogni 100 giovani e oltre 665 annunci di affitti brevi che sottraggono case ai residenti. Intanto l’Asl Vco denuncia che la mancanza di alloggi accessibili spinge medici e infermieri a emigrare in Svizzera. Servono un grande piano pubblico di edilizia residenziale, canoni ancorati al reddito, una regolazione degli affitti brevi e risorse certe per i comuni, che sono i soli a conoscere davvero i bisogni dei territori. I dati più recenti confermano questo quadro”.
“Secondo l’osservatorio di Immobiliare.it relativo al terzo trimestre 2026 - si legge ancora nella nota - a Verbania il prezzo medio richiesto per acquistare casa è di 2.834 €/m², in aumento del 10,6% su base annua: il valore più alto del Piemonte, tanto da superare di circa 54.000 euro il costo di un appartamento di 100 m² a Torino (2.292 €/m², +8,7% annuo). Anche Idealista, per il secondo trimestre 2026, indica per Verbania 2.487 €/m². Sul fronte degli affitti, Immobiliare.it rileva a Verbania un canone medio di 11,64 €/m² al mese, con una crescita annua prossima al 5%; l’elaborazione di Cna Piemonte su dati Omi dell’Agenzia delle Entrate (giugno 2026) indica 10,78 €/m², con un +5,0% annuo, il secondo valore più alto della regione dopo Torino (11,36 €/m²). In pratica, per un appartamento di 70 m² si parla di circa 750-815 euro al mese, a seconda della fonte. Il divario con il resto del Piemonte è enorme. Su Verbania pesa anche la domanda turistica per le seconde case sul lago Maggiore, che si somma alla pressione degli affitti brevi e restringe l’offerta per chi qui vive e lavora. Nelle province con prezzi più bassi, al contrario, il mercato riflette una domanda meno vivace e un patrimonio che fatica a rivalutarsi: non un modello da invidiare, ma la prova che la questione abitativa ha forme diverse in ogni territorio e va affrontata a livello locale".
“Proprio perché il Piano Casa non basterà - sottolineano dal M5S - chiediamo all’amministrazione comunale di Verbania e alla provincia del Vco, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, di non attendere Roma e di attivare fin da subito alcune misure concrete per ridurre la criticità abitativa del territorio:
- Osservatorio provinciale sulla casa. La provincia, con i comuni, l’Asl Vco, l’Atc Piemonte Nord, le organizzazioni sindacali e di categoria, può istituire un tavolo permanente che monitori prezzi effettivi (dati Omi e non solo annunci), alloggi sfitti, affitti brevi e domanda inevasa, così da orientare le scelte su dati reali.
- Censimento e recupero del patrimonio pubblico. Mappatura degli alloggi di edilizia residenziale pubblica inutilizzati e degli immobili comunali, dell’Asl o di altri enti dismessi, con un piano di ristrutturazione finanziato da fondi regionali, statali ed europei, in coerenza con le priorità di rigenerazione urbana già indicate dal nostro gruppo.
- Canone concordato e agenzia sociale per l’affitto. Aggiornare l’accordo territoriale sul canone concordato e incentivarlo con aliquote Imu agevolate, garanzie e servizi di intermediazione per i proprietari che affittano a residenti a canoni calmierati, anche con un fondo comunale di sostegno per le famiglie in difficoltà.
- Argine agli affitti brevi. Controlli sistematici su codici identificativi (Cin) e comunicazioni obbligatorie, regole urbanistiche sui cambi di destinazione d’uso, destinazione di una quota dell’imposta di soggiorno a un fondo per la casa e valutazione, nei limiti consentiti dalla legge, di leve fiscali differenziate per gli immobili destinati solo a locazioni turistiche.
- Quote di alloggi accessibili nei nuovi interventi. Nei piani attuativi e nei progetti di rigenerazione urbana, prevedere una quota obbligatoria di edilizia convenzionata e sociale, a prezzi o canoni calmierati, evitando che l’offerta nuova si rivolga solo al mercato turistico e agli investitori.
- Alloggi per i lavoratori essenziali. Un protocollo con l’Asl Vco, e analoghi accordi con scuole e altri servizi pubblici, per foresterie e alloggi a canone agevolato destinati a medici, infermieri e personale che oggi sceglie la Svizzera anche perché qui non trova casa.
- Una voce comune verso regione e governo. Comune e provincia, insieme agli altri comuni del Vco, possono presentare candidature coordinate ai bandi e chiedere formalmente risorse certe e un fondo dedicato ai territori ad alta tensione abitativa, compreso il recupero del patrimonio edilizio dei borghi e delle valli per giovani famiglie e nuovi residenti”.





