Verbania - 17 ottobre 2026, 11:50

Presidio per la Palestina chiede una consultazione sull’intitolazione del ponte a Ramelli

In una lettera al sindaco e al prefetto, il gruppo contesta il metodo della scelta e propone un confronto pubblico

Presidio per la Palestina chiede una consultazione sull’intitolazione del ponte a Ramelli

Il Presidio permanente per la Palestina di Verbania interviene nel dibattito relativo all’intitolazione di un luogo della città a Sergio Ramelli: se inizialmente l’amministrazione aveva individuato il lungolago di Intra, ora la scelta è ricaduta sul ponte sul San Bernardino. Di seguito la lettera inviata dal Presidio al sindaco di Verbania Giandomenico Albertella e al prefetto Matilde Pirrera.

“il sindaco di Verbania Giandomenico Albertella ha spiegato che dedicare un luogo a Sergio Ramelli significa “mostrare ai ragazzi che la violenza politica va condannata senza sconti” e che “la memoria delle vittime non ha colore”. Su questo principio non c’è nulla da discutere: il ricordo di un ragazzo di 18 anni ucciso a sprangate merita rispetto umano da tutti. La questione che vi poniamo è un’altra, ed è democratica prima che storica: chi ha chiesto questa intitolazione, e chi la condivide? Il percorso, finora, è stato questo: il 3 agosto la giunta ha deliberato di intitolare a Ramelli il tratto di lungolago tra l’imbarcadero e Corso Cavallotti, già dedicato ai Marinai d’Italia, senza alcuna consultazione pubblica; ne è seguita una mobilitazione ampia: l’assemblea di Trobaso con circa 150 presenti, una petizione che oggi supera le 5.000 firme, i banchetti in piazza e un corteo che, secondo gli organizzatori, ha riunito sul lungolago oltre 1.200 persone; il 7 ottobre il sindaco ha rinunciato al lungolago, e ha scelto di intitolare a Ramelli il nuovo ponte ciclopedonale, forse senza accordo con la sua maggioranza.

Un ripensamento sul luogo, mantenendo però il nome, non risponde alla domanda di fondo. Se il problema fosse solo il lungolago, la protesta si sarebbe fermata. Il problema, per molti cittadini, è il metodo: una scelta presa dall’alto, sembra sua personale, su un nome senza legami documentati con la storia di Verbania. C’è poi un fatto che rende la scelta più delicata. Sul nuovo ponte giace da tempo al protocollo comunale una richiesta di amici e docenti dell’Istituto Tecnico Cobianchi per intitolarlo a Giulio Cesare Rattazzi, dirigente scolastico e amministratore verbanese. Ci chiediamo, e chiediamo al sindaco, perché una richiesta nata dalla città sia rimasta ferma mentre una proposta arrivata dall’alto è diventata delibera.

È un copione già visto nel 2024, quando la giunta si è opposta all’intitolazione della scuola Cadorna a Gino Strada, proposta partita da personale scolastico e famiglie. Il sindaco sostiene che il confronto si basa sul «dialogo» che è anche la cifra del suo mandato. Il dialogo, però, non si dichiara: si pratica. Proponiamo quindi al sindaco tre passi semplici: 1. Una consultazione dei cittadini, con un quesito neutro: “Lei è favorevole all’intitolazione del nuovo ponte a Sergio Ramelli, a Giulio Cesare Rattazzi, o ad altro nome?”; 2. Un confronto pubblico con Anpi, Associazione Marinai d’Italia, Itc Cobianchi, famiglie e associazioni interessate; 3. La pubblicazione degli atti, delle motivazioni e delle eventuali valutazioni di ordine pubblico richieste alla Prefettura. Se, come sostiene il sindaco, la scelta ha il sostegno della città, una consultazione la renderà più solida e inattaccabile. Se invece non lo ha, sarà meglio scoprirlo oggi che in una futura stagione amministrativa. Nel rispetto per la persona e per la carica del nostro sindaco, e con la speranza che a Verbania il consenso si conti prima di essere dato per scontato. lo invitiamo ad avere il coraggio per una raccolta firme aperta a tutti i residenti, possibilmente a più opzioni. Solo con le firme potrà dire ciò che i comunicati sembrano non far capire, il tutto”.

l.b.

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