A un anno dall’avvio dei lavori, è stata inaugurata H2Olona Hydrogen Valley, primo impianto nel suo genere della Lombardia aperta al libero mercato (FOTO IN FONDO). Realizzata nell’area dismessa dell’ex Cartiera Vita Mayer-Vima di Cairate e Lonate Ceppino, il progetto rappresenta uno dei più significativi interventi italiani di rigenerazione industriale e transizione energetica. In un sito produttivo abbandonato da decenni si incastona un nuovo polo dedicato alla produzione di energia rinnovabile, all’idrogeno verde e all’innovazione tecnologica.

Oltre 300 i partecipanti all’inaugurazione di oggi, venerdì 9 ottobre, segno dell’interesse che l’impianto suscita fra istituzioni, imprese, comunità locali. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, impegnato all’Ecofin ha fatto pervenire un videomessaggio, così come il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Vannia Gava. Presenti l’eurodeputata Isabella Tovaglieri, il sottosegretario regionale Raffaele Cattaneo, il senatore Alessandro Alfieri, il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, i consiglieri regionali Samuele Astuti, Emanuele Monti, Giuseppe Licata. Ovviamente nelle prime file il sindaco di Cairate, Anna Pugliese, con i primi cittadini della Valle Olona e del territorio (nutrita la delegazione di Gallarate).
È stata la responsabile dello sviluppo di H2 Olona Hydrogen Valley, Lisa Manieri, a illustrare il progetto condotto dalla società specializzata in rigenerazione e riqualificazione di aree dismesse Expand, il cui Ceo, Cristian Vitali, ha prefigurato fin dalle prime battute un incremento della produzione iniziale, al servizio dell’industria siderurgica, farmaceutica, sanitaria.
In concreto, l’impianto di idrogeno verde sarà alimentato esclusivamente da energia rinnovabile: H2Olona Hydrogen Valley si avvale di pannelli fotovoltaici in grado di garantire 4,5 MW. Si potranno produrre, nella prima fase, circa 107 tonnellate di idrogeno all’anno, incrementabili a 220 entro il 2028 e a 500 entro il 2030. Una piattaforma energetica innovativa che contribuisce alla diffusione di vettori energetici a basse emissioni e alla decarbonizzazione di processi industriali e servizi di mobilità, ponendo le basi per lo sviluppo di una filiera lombarda dell’idrogeno. Ci ha creduto innanzitutto l’architetto Giorgio Mariani, più volte citato dal palco, primo ha riconoscere nel territorio le caratteristiche adatte a ospitare hydrogen valley e a credere nella possibilità di arrivare al traguardo.
L'investimento complessivo è di 23 milioni di euro, di cui 11,5 provenienti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica attraverso il Pnrr. H2Olona Hydrogen Valley si inserisce in un’area di oltre 550mila metri quadrati ed è coerente con le finalità e le strategie della Comunità Europea in ambito di transizione energetica e rigenerazione di siti industriali dismessi attraverso la produzione di energia rinnovabile. Comprensibile la soddisfazione dell’attuale sindaco di Cairate, Anna Pugliese («…è un nuovo e fondamentale capitolo della nostra storia umana e industriale, la stagione del declino è finita») come del suo predecessore, oggi presidente del gestore idrico Alfa Varese, Paolo Mazzucchelli: «Viene data nuova vita a un'area industriale abbandonata, portatrice per decenni di problemi che è facile immaginare. Per Alfa questo progetto è particolarmente interessante. I nostri fanghi, un rifiuto, verranno utilizzati nel ciclo dell'idrogeno. Con un ulteriore vantaggio: riceveremo e immettermo nelle nostre vasche l'ossigeno generato dalla produzione».

Così Maurizio Ragusa, Ceo di Expand: «Abbiamo messo in relazione pubblico e privato, ambiente e impresa, passato e futuro. H2Olona Hydrogen Valley nasce anche con l’obiettivo di dare una risposta concreta alle sfide poste dal cambiamento climatico, promuovendo soluzioni sostenibili e favorendo comportamenti orientati alla mitigazione e alla riduzione degli impatti sull’ambiente, sulle città e sugli ecosistemi. Il progetto rappresenta un altro contributo alla roadmap della transizione energetica del Paese».

Dopo la tavola rotonda moderata dal giornalista Maurizio Melis, di Radio24 (oltre a Maurizio Ragusa hanno partecipato Stefania Crotta, direttore generale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Giuseppe Licata, consigliere regionale, Luigi Galdabini, presidente di Confindustria Varese, Paolo Mazzucchelli, Alberto Szakvary, componente del gruppo di lavoro Energia di Ida, e Alessio Cogliati, business development di Linde), taglio del nastro sotto un sole beneaugurante e un cielo reso lustro dalla pioggia recente.






























