Economia - 09 ottobre 2026, 08:30

Industria Vco, occupazione in tenuta ma pesa il caro energia

L’indagine di Unione Industriale Vco sul quarto trimestre: produzione e ordini restano in equilibrio, export a -11%. Il 79% delle imprese teme rincari della logistica e il 72% di energia e materie prime

Industria Vco, occupazione in tenuta ma pesa il caro energia

Unione Industriale Vco ha di recente consultato le sue aziende associate per raccogliere i dati utili a delineare l’analisi congiunturale previsionale per il quarto trimestre 2026: la fotografia che ne emerge testimonia come le aziende risentano dei forti rincari su energia e materie prime ma, nonostante ciò, si rileva la tenuta degli indicatori riguardanti il lavoro e lo scenario occupazionale.

Dalle risposte emerge, infatti, come il saldo tra le imprese che prevedono nuove assunzioni e quelle che stimano diminuzioni nella forza lavoro resti in territorio positivo, stazionario il numero delle aziende che intende usufruire dello strumento della Cassa Integrazione Guadagni. Molto più prudenti le risposte su produzione e ordinativi: i saldi tra ottimisti e pessimisti risultano in parità per entrambi. La situazione geopolitica internazionale e gli alti costi dei trasporti stanno, al contempo, frenando le attese per l’export: la differenza tra le aziende che si attendono una crescita degli ordinativi esteri e quelle che invece ne temono una diminuzione segna un -11%. Il 79% e il 72% delle imprese intervistate prevede aumenti rispettivamente dei costi di logistica ed energia. Infine l’analisi si concentra sui driver che guideranno le scelte delle imprese nei prossimi tre anni: al primo posto l’innovazione tecnologica, seguita dalla comprensione dei fenomeni geopolitici, necessari per orientare le scelte di import ed export, e dalla crescita dimensionale.

Il presidente di Unione Industriale Vco, Fausto Milanesi, commenta così i risultati delle rilevazioni: “I dati della nostra ultima indagine congiunturale per il quarto trimestre del 2026 restituiscono il quadro di un sistema produttivo locale che dimostra una straordinaria resilienza, pur muovendosi in un contesto economico e geopolitico complesso e ricco di incertezze. Il dato più significativo e confortante riguarda senza dubbio la tenuta dell'occupazione: il saldo tra le imprese che prevedono nuove assunzioni e quelle che stimano una riduzione della forza lavoro resta positivo, mentre il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni si mantiene stazionario. Questo dimostra come le nostre aziende considerino il capitale umano una risorsa strategica fondamentale da tutelare e valorizzare, anche nelle fasi di congiuntura meno favorevole. Guardando agli indicatori economici, emerge una diffusa prudenza su produzione e ordinativi, con saldi in parità tra ottimisti e pessimisti. Le criticità maggiori arrivano dai mercati esteri, dove l'instabilità geopolitica e l'impatto dei costi di trasporto spingono le attese sull'export in territorio negativo (-11%). A questo si aggiunge la pressione sui costi strutturali: ben il 79% e il 72% delle nostre imprese intervistate attende ulteriori rincari rispettivamente per la logistica e per l'energia e le materie prime”.

"Nonostante queste tensioni - conclude Milanesi - le nostre imprese continuano a guardare al futuro con visione strategica. Per i prossimi tre anni, i principali driver indicati dalle aziende per orientare le proprie scelte mettono al primo posto l'innovazione tecnologica, seguita dalla capacità di analizzare e comprendere i fenomeni geopolitici per riorganizzare le filiere di import/export, e dalla crescita dimensionale. Come Unione Industriale Vco continueremo ad essere al fianco delle imprese sia nell'affrontare le emergenze legate ai rincari e alle filiere, sia nel sostenere quegli investimenti in tecnologia e competenze indispensabili per garantire la competitività del nostro territorio nel medio e lungo periodo”.

Dall’indagine congiunturale condotta da Confindustria Piemonte in parallelo a quella del Vco, arrivano attese in miglioramento per occupazione, produzione e ordini totali. Restano negativi, ma in recupero, i saldi di export e redditività. Come già in passato, il traino arriva dal terziario, ma l’industria torna in terreno positivo sulla produzione pur continuando a soffrire sul fronte dei margini. 

“L’analisi dei dati di questa indagine congiunturale - dichiara Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte - deve essere positiva nella contingenza ma non possiamo negare come i dati tendenziali contengano vari elementi di allarme, a cominciare dal costo dell’energia e dei carburanti. Noi imprenditori stiamo conservando produzione e occupazione in uno scenario che però non fornisce alcuna garanzia. Perché se da un lato le forniture di materie prime sono più stabili, dall’altro il costo per riceverle è salito e si riverbera su margini e costi di produzione. Nella manovra di bilancio sarà prioritario quindi garantire piena agibilità e stabilità alle soluzioni che verranno introdotte sui prezzi di energia e carburanti, così da non fermare gli investimenti e il credito delle imprese, garantendo la competitività e lo sviluppo della nostra industria”.

Comunicato Stampa - l.b.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU