La decisione dell’amministrazione Albertella di spostare l’intitolazione a Sergio Ramelli dal lungolago di Intra al nuovo ponte ciclopedonale sul San Bernardino riaccende lo scontro politico. A intervenire sono Partito Democratico VCO, Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle VCO, Alleanza Verdi e Sinistra, Partito della Rifondazione Comunista e Casa Riformista-Italia Viva, che in un comunicato congiunto parlano apertamente di una “marcia indietro politica” del sindaco.
“La decisione del sindaco Albertella di rinunciare all’intitolazione del lungolago di Intra a Sergio Ramelli rappresenta una chiara e inequivocabile marcia indietro politica, imposta dalla forza della mobilitazione democratica, antifascista e popolare che nelle ultime settimane ha attraversato Verbania”, affermano congiuntamente i cinque firmatari.
Le forze politiche sottolineano di non provare soddisfazione per l’esito della vicenda, ribadendo il giudizio negativo sulla decisione originaria. “Il risultato ottenuto non cancella una scelta che fin dall’inizio abbiamo giudicato profondamente sbagliata, divisiva e in contrasto con la storia della nostra città. Se oggi il lungolago non verrà sottratto alla memoria dei Marinai d’Italia e al legame con la vicenda dei 43 Martiri di Fondotoce, è soltanto perché migliaia di cittadini, associazioni, forze democratiche e antifasciste hanno fatto sentire con forza la propria voce”.
Pd, M5S, Avs, Rifondazione e Casa Riformista-Italia Viva contestano anche la ricostruzione della maggioranza, che presenta lo spostamento come il risultato di un percorso di ascolto e mediazione.
“Non ci sentiamo di ringraziare il sindaco Albertella. Al massimo possiamo prendere atto di un tardivo tentativo di recuperare consenso presso quella parte di città che aveva respinto con nettezza una decisione incomprensibile e provocatoria. Ciò che oggi emerge con evidenza è il fallimento politico dell’operazione voluta dal sindaco”.
L’attacco riguarda anche i gruppi che sostengono l’amministrazione. I firmatari ricordano infatti come soltanto pochi giorni fa la maggioranza avesse ribadito pubblicamente la volontà di non revocare la delibera sotto la pressione della piazza, definendo quella del lungolago una scelta ponderata e condivisa.
“Se la scelta era davvero così ponderata e condivisa, perché è stata cambiata? Se si è annunciato di non voler cedere alla pressione della piazza, perché il sindaco è stato costretto a fare esattamente il contrario?”, chiedono i cinque partiti.
Secondo le opposizioni, le dichiarazioni della maggioranza sarebbero state “smentite dai fatti” e mostrerebbero “una profonda incoerenza e un’evidente ipocrisia politica”. Per i firmatari emergerebbe inoltre “come le scelte all’interno di questa maggioranza vengano calate dall’alto e come l’opinione delle liste che sostengono l’Amministrazione conti poco meno di zero, se pochi giorni dopo una netta presa di posizione questa viene ribaltata con un annuncio pubblico”.
Al centro della presa di posizione torna poi la manifestazione del 27 settembre a Intra. “La verità è che quella mobilitazione aveva ragione. Lo hanno dimostrato le oltre mille persone scese in piazza a difesa della storia e dei valori democratici della città, una partecipazione straordinaria che ha reso impossibile ignorare il dissenso diffuso presente a Verbania”.
Per Pd, M5S, Avs, Rifondazione Comunista e Casa Riformista-Italia Viva, tuttavia, lo spostamento dell’intitolazione non chiude politicamente la vicenda.
“Resta una ferita che non può essere cancellata con un semplice cambio di destinazione. In questi mesi si è scelto di riportare nel dibattito cittadino simboli, linguaggi e contrapposizioni che appartengono alle pagine più oscure del Novecento. Una scelta che ha prodotto tensioni e che ha persino favorito tentativi di strumentalizzazione da parte di gruppi dell’estrema destra”.
I cinque firmatari richiamano infine l’identità di Verbania come città Medaglia d’Oro al Merito Civile per la Resistenza e annunciano che la mobilitazione proseguirà anche sul terreno politico.
“Il movimento civico, democratico e antifascista nato in queste settimane non si fermerà qui. Continueremo a vigilare e a contrastare ogni deriva culturale e politica che metta in discussione i valori costituzionali e la storia della nostra comunità, utilizzando tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione”.
“La grande piazza che abbiamo visto a Intra – concludono Partito Democratico VCO, Movimento 5 Stelle VCO, Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista e Casa Riformista-Italia Viva – non dovrà rimanere un episodio isolato. Dovrà diventare una proposta politica, culturale e amministrativa capace di offrire a Verbania un’alternativa credibile a questa giunta. Perché se una cosa questa vicenda ha dimostrato è che quando la città democratica si mobilita, sa farsi ascoltare”.