"Dobbiamo ringraziare il sindaco perché, involontariamente, ha risvegliato le coscienze e ci ha uniti. Oggi ci sono associazioni, sindacati, partiti, cittadini e cittadine". Così il presidente provinciale dell’Anpi, Franco Chiodi, ha commentato la presenza di 1.200 persone in piazza Ranzoni alla manifestazione per dire no all’intitolazione del lungolago di Intra a Sergio Ramelli.
"Non ho capito perché i nostri Marinai d’Italia non siano più degni di avere l’intitolazione del lungolago di Intra. Questo spostamento a destra si fa con elementi come questa scelta: si vuole riscrivere la Storia, mettendo tutto sullo stesso piano", ha detto Chiodi.
E ancora: "Questa è stata una provocazione della giunta, un oltraggio alla memoria di Verbania. Chiediamo un po’ di buon senso, che si revochi questa scellerata intitolazione a Ramelli e si lasci ai Marinai d’Italia. Chiediamo alla Prefettura che si adoperi in questo senso".
Chiodi ha anche sottolineato come nessuno "abbia mai messo in discussione che quella di Ramelli sia stata una barbara uccisione. Ma questo gesto, che si dice pacificatore, è in realtà provocatorio e crea un clima nel quale abbiamo già visto comparire una scritta davanti alla sede Anpi di Verbania e abbiamo ricevuto decine di messaggi e commenti con insulti".
Flavio Maglio, di Anpi Verbania, ha sottolineato come il lungolago di Intra sia un luogo fortemente simbolico, dove passarono i Martiri di Fondotoce, a poca distanza da Villa Caramora, dove i nazifascisti imprigionavano e torturavano i partigiani, e dal ponte dove due partigiani furono uccisi. Il corteo è stato organizzato dall’Anpi, come associazione capofila, con l’indicazione di non portare le bandiere dei partiti, ma soltanto Tricolori e bandiere dell’Anpi. Presenti anche numerosi giovani.
Sempre ieri, in piazza, è stato comunicato che la petizione promossa contro l’intitolazione ha raggiunto le cinquemila firme.