“Il sindaco di Verbania ha deciso di modificare il luogo previsto per l'intitolazione a Sergio Ramelli, spostandolo dal lungolago di Intra alla nuova passerella sul torrente San Bernardino. Si tratta di un cambiamento rispetto alla proposta originaria, che tuttavia e pur segnando un passo avanti, a nostro avviso, non risolve le questioni che avevamo sollevato”. Così, in una nota, la sezione Anpi di Verbania, tra i primi oppositori alla proposta di intitolazione dell’amministrazione comunale.
“Come Anpi - si legge ancora nella nota - abbiamo espresso con chiarezza la nostra contrarietà all'intitolazione a Sergio Ramelli, ritenendo che una scelta di questo tipo non possa essere separata dal significato politico e storico che quella figura, malgrado la pietas del caso, continua ad assumere il carattere divisivo nel nostro Paese. La manifestazione promossa dall'Anpi e la raccolta di firme hanno dimostrato che questa posizione non è isolata, ma ha incontrato un consenso ampio e significativo nella città. Per questo non intendiamo interpretare lo spostamento come una soluzione del problema, né tantomeno come una rinuncia alle ragioni che ci hanno portato a contestare l’intitolazione”.
Proseguono dall’Anpi: “Pur apprezzando il fatto che venga rispettata la memoria dei Marinai d'Italia e dei 42 Martiri, consideriamo la decisione del sindaco una parziale presa d'atto delle difficoltà e delle divisioni che la proposta originaria ha determinato, ma riteniamo che lo spostamento del luogo non sia sufficiente a superare le pregiudiziali che, fin dall'inizio, hanno motivato la nostra contrarietà.
In particolare, restano aperte alcune questioni fondamentali:
1. Il significato storico e politico della figura di Sergio Ramelli. Nel rispetto della sua vicenda umana e del fatto che fu vittima di una violenza politica, non si può ignorare che Ramelli era un militante del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, in un contesto storico nel quale anche la violenza politica faceva parte dello scontro tra le diverse formazioni dell'estrema destra e dell'estrema sinistra.
2. Il tema della pacificazione. Se l'obiettivo dell'intitolazione fosse realmente quello di favorire una memoria condivisa e una pacificazione rispetto agli anni della violenza politica, riteniamo che tale obiettivo dovrebbe riguardare una eventuale intitolazione a ricordo di tutte le vittime degli anni di piombo, senza selezioni o iniziative rivolte a una sola parte della storia.
3. Il rapporto con la storia della citta. Sergio Ramelli non ha un legame con la storia di Verbania tale da giustificare, a nostro avviso, l'intitolazione di uno spazio pubblico. Riconosciamo il diritto di ricordare le vittime della violenza politica, ma riteniamo che questo diritto non comporti automaticamente quello di intitolare ad uno solo di loro un luogo della citta.
4. Il coinvolgimento del Consiglio comunale. Una decisione che riguarda la memoria pubblica della città e che ha prodotto una discussione cosi significativa tra i cittadini non dovrebbe essere assunta unilateralmente dal sindaco. Riteniamo necessario un confronto aperto e un coinvolgimento dell'intero Consiglio comunale.
5. Le divisioni che la scelta ha prodotto nella comunità. Lo spostamento del luogo dell'intitolazione non consente di superare le divisioni che la proposta ha generato tra i cittadini. Al contrario, proprio per questo riteniamo necessario riaprire il confronto, evitando che una decisione cosi significativa per la memoria collettiva venga assunta senza una condivisione più ampia.
Per queste ragioni, l’Anpi - concludono dall’associazione - continuerà a sostenere la propria posizione nella ferma convinzione che la memoria pubblica non può essere affidata a decisioni unilaterali: deve essere costruita attraverso il confronto, la conoscenza della storia e il rispetto delle diverse memorie che compongono la nostra comunità”.