Attualità - 01 ottobre 2026, 11:58

CasaPound, striscione sul lungolago per Ramelli: “Le idee non muoiono, Sergio vive”

Nuovo capitolo dello scontro sull’intitolazione a Verbania. Il movimento interviene dopo il corteo di domenica 27 settembre

CasaPound, striscione sul lungolago per Ramelli: “Le idee non muoiono, Sergio vive”

Nuovo episodio nel confronto politico che da settimane accompagna la decisione dell’amministrazione comunale di Verbania di intitolare un tratto del lungolago di Intra a Sergio Ramelli.

Nella notte tra il 30 settembre e il primo ottobre CasaPound ha esposto sul lungolago uno striscione con la scritta “Le idee non muoiono, Sergio vive”, rivendicando l’iniziativa come una risposta alla manifestazione che domenica 27 settembre ha attraversato Intra per chiedere all’amministrazione comunale di ritirare l’intitolazione.

Il corteo era stato promosso dall’Anpi insieme a numerose associazioni, organizzazioni sindacali e forze politiche contrarie alla scelta della giunta. La manifestazione aveva come obiettivo dichiarato quello di ribadire il no all’intitolazione e, secondo gli organizzatori, difendere “una memoria condivisa fondata sui valori della democrazia, dell’antifascismo e della Costituzione”.

Di segno opposto la posizione espressa ora da CasaPound. In una nota diffusa insieme alla rivendicazione dello striscione, il movimento sostiene che la questione vada “molto oltre una targa” e accusa il fronte contrario all’intitolazione di voler negare un riconoscimento pubblico alle vittime della violenza politica appartenenti alla destra.

CasaPound richiama, oltre a Ramelli, anche Norma Cossetto e le vittime di Acca Larenzia e sostiene che la difesa della loro memoria rappresenti anche una battaglia per il “diritto a esistere, a parlare e a diffondere le nostre idee”.

L'iniziativa arriva mentre sulla vicenda rimangono distanti le posizioni delle diverse parti. Sergio Ramelli, militante diciottenne del Fronte della Gioventù, venne aggredito a Milano nel 1975 da militanti di Avanguardia Operaia e morì alcune settimane dopo per le conseguenze delle ferite.

Nei giorni scorsi anche i gruppi civici Verbania Futura e Leali con Verbania, che sostengono il sindaco Giandomenico Albertella, hanno confermato che non intendono fare passi indietro sull’intitolazione, sostenendo che ricordare Ramelli non significhi riabilitare un’ideologia ma ricordare una vittima della violenza politica.

Lo striscione comparso nella notte riporta dunque ancora una volta al centro del dibattito cittadino una vicenda che, dopo la manifestazione di domenica, continua a contrapporre posizioni profondamente differenti.

Redazione

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