"Quando siamo partiti eravamo in tre. Ora siamo in sessanta, compresi i ragazzi della Pro Vigezzo ed i Sunici. Abbiamo quasi venti volontari che ci assistono, due pulmini, facciamo tre campionati ed abbiamo un sogno nel cuore: realizzare il centro paralimpico a Casale".
Ha gli occhi lucidi Emiliano Scalabrini, anima del progetto Invincibili: il primo che ci ha creduto, che lo ha voluto, investendoci tempo e risorse. "La cosa più bella - spiega mentre guarda la nuova maglia con sponsor I.S.A., presentata nei giorni scorsi a Suna - è il clima che si è creato tra di noi, con i ragazzi, con le famiglie e con gli amici dei Sunici. Con Tommaso (Fusaro ndr) condividiamo idee e progetti ed è un privilegio collaborare con loro: abbiamo creato un percorso per i ragazzi, che possono iniziare a giocare a calcio dai 5 anni a Suna fino a 12, per poi arrivare da noi".
Il sintetico di Suna, il campo sportivo di Cireggio e la Cappuccina: queste le strutture che vengono utilizzate dalle due realtà, separate dal punto di vista nominale, ma unite nella promozione dello sport per i ragazzi con disabilità. "Devo ringraziare Pasquale Corbetta, Edoardo ed Antonio Scaramuzzo,Walter Marchesa, il presidente Marcello Poscia, Antonio Cataldo e Claudio Talato: tutte persone fondamentali che ci mettono ogni giorno cuore e passione in questo progetto. Ed anche tutte le persone che ci sono vicine, che trasportano i ragazzi, che lavano le maglie, che sono al campo per gli allenamenti: siamo davvero una grande famiglia - la sottolineatura di Scalabrini.
I campionati partiranno il 10 ottobre, con gli Invincibili che saranno di scena alternativamente a Ossona e al centro Bettinelli di Milano. E poi, entro fine anno, un passaggio fondamentale: l'incontro a Roma per gettare le basi per il progetto del centro paralimpico.
"Ci davano dei visionari anni fa, ma noi crediamo in quello che facciamo. Stiamo condividendo questo sogno con il territorio, con le istituzioni e con gli sponsor: avere un campo sintecio a 11, un campo coperto polifunzionale a fianco e spazi all'aperto puà diventare realtà - la chiosa di Scalabrini.







